Il migliore in campo ? E' sempre del Valorugby
In sei gare su sette della Top 12 il riconoscimento “Man of the match” è andato ai Diavoli
REGGIO EMILIA. Il rugby è uno sport di squadra. Anzi. Probabilmente è lo sport di squadra per antonomasia visto che i 15 in campo danno tutto loro stessi per raggiungere l’obiettivo della meta. Ma il rugby è anche lo sport che ha introdotto il premio di “Man of the match”, che a fine gara decreta quello che, a parere degli addetti ai lavori, è stato il migliore in campo.
Nell’ottimo inizio di stagione del Valorugby Emilia brilla anche questo dato: su sette incontri disputati, in ben sei occasioni il premio di “Man of the match” è stato assegnato a un giocatore reggiano. Due volte a testa per Mirko Amenta (contro Firenze e Rovigo) e Marco Antonio Gennari (contro Fiamme Oro e Valsugana Padova), una per Alessandro Mordacci (contro Verona) e una per l’ultimo arrivato, il neozelandese Cardiff Vaega, premiato domenica scorsa a San Donà.
Il premio, assegnato dai giornalisti presenti allo stadio, riconosce quindi anche il valore delle individualità del roster allestito e gestito in campo da coach Roberto Manghi. «Ricevere il premio di Man of the match fa naturalmente piacere – spiega Alessandro Mordacci – Oltre alla partita contro Verona quest’anno, sono stato premiato in due occasioni anche nella passata stagione. Ma per come vedo io il rugby e lo sport, questo premio non riconosce soltanto il valore della partita giocata da Mordacci. Ma è indicativo della prestazione e del risultato ottenuto da tutta la squadra. Infatti, nel 99% dei casi viene assegnato ad un giocatore della squadra vincitrice ».
L’uno per cento accade quando ti chiami Mirko Amenta, premiato anche al termine della partita persa contro Rovigo al Mirabello.
«Se potessi farei cambio anche oggi tra il risultato di quella partita e il premio – dice Amenta – Il Man of the match è importante proprio se visto in un’ottica di squadra perché riconosce il contributo che un giocatore dà all’interno di un sistema di gioco. Significa che quel sistema, quella squadra valorizza il contributo del singolo. Ho avuto la fortuna e l’onore di vincere tante volte questo premio nella mia carriera, e mi auguro di vincerne ancora tanti qui a Reggio».
«Sei Man of the mach su sette sono un gran bel risultato, anche se si tratta di un premio simbolico: sono un segno del grande lavoro che questo gruppo sta portando avanti e che intende proseguire con umiltà e determinazione – sottolinea l’head coach Roberto Manghi –. Questo, così come avere Gennari miglior calciatore del campionato e altri numeri che si potrebbero mettere in evidenza delle prestazioni dei nostri ragazzi, sono risultati acquisiti che ci devono servire come punto di partenza. L’importante è guardare avanti con lo spirito di fare sempre meglio, portando in campo ogni volta il 100% di ognuno e la grande potenzialità del gruppo, tutto. Questo deve essere il nostro “mantra”, per noi stessi e per contribuire al grande progetto che la proprietà e la dirigenza stanno costruendo e portando avanti».
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