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Boni, coach del Novellara sfida il proprio passato «A Castelfranco sarà dura»

Riccardo Bellelli

NOVELLARADomenica Guido Boni, allenatore del Novellara, ritroverà il suo passato tornando sul campo di Castelfranco Emilia dove ha passato gli ultimi anni: «Mentirei se dicessi che è una partita...

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NOVELLARA

Domenica Guido Boni, allenatore del Novellara, ritroverà il suo passato tornando sul campo di Castelfranco Emilia dove ha passato gli ultimi anni: «Mentirei se dicessi che è una partita come tutte le altre», ammette il coach.

«Sono stato in quella società per 6 anni vivendola non solo come allenatore. Ci tengo a fare bella figura, ho giocato lì oltre 200 partite, sentimentalmente sarà per me una gara difficile».

Con Novellara però ha iniziato col piede giusto.

«Sebbene il calendario non fosse dei più facili, abbiamo ottenuto cinque vittorie battendo formazioni come Molinella e Santarcangelo. Ho trovato una bella struttura qui e nonostante le partenze estive e le difficoltà di queste settimane, i ragazzi hanno risposto bene e anche i nuovi giovani innesti stanno facendo la loro parte».

Qual è il suo marchio di fabbrica che sta cercando di dare alla squadra?

«Ho la fortuna di lavorare con un bel gruppo con cui Spaggiari ha fatto un eccellente lavoro. Io però ho cambiato molte cose, specie nei criteri d’attacco. Ora il timing è diverso. Servirà fino a gennaio-febbraio per trovare gli equilibri. Ora attacchiamo bene, ma ci scopriamo in difesa e concediamo qualche contropiede di troppo. Su questo dobbiamo lavorare. Io cerco di dare a tutti dello spazio e la possibilità di avere un vantaggio attraverso il gioco di squadra ma son cose che richiedono tempo».

I ragazzi come hanno reagito ai cambiamenti?

«Ho un gruppo che ha buona propensione al lavoro. Sono molto contento. In più anche i ragazzi del Nubilaria che vengono ad allenarsi con noi riescono a tenere il campo. Questo mi permette di fare buoni allenamenti».

La partita contro Castelfranco sembra facile sulla carta.

«Dovremo lavorare sull’approccio perché anche con Castenaso doveva essere facile invece è servito un supplementare. Se a queste squadre si lascia prendere fiducia, poi vanno in ritmo e diventano pericolose. Bisogna creare loro dei problemi fin dall’inizio spingendoli a mollare la presa». —





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