Gazzetta di Reggio

Sport

basket serie a 

Con Avellino sarà un esame per la nuova Grissin Bon

Adriano Arati /
Con Avellino sarà un esame per la nuova Grissin Bon

Big ambiziosa e di talento, la Sidigas rappresenterà il primo scoglio da superare per la rivoluzionata squadra di Cagnardi

3 MINUTI DI LETTURA







Talento, muscoli, esperienza e la capacità di far male al momento giusto. Non è certo la rivale più soffice possibile, la Sidigas che dopodomani arriva a Reggio per sfidare la rinnovata Grissin Bon. I campani si stanno confermando una delle squadre di vertice del campionato dopo un’estate di completa rivoluzione, con l’addio a coach Sacripanti e all’ossatura degli anni passati, quelli delle tante sfide con i biancorossi.



Rosa cambiata ma non necessariamente peggiorata, anzi.

Il colpo grosso è Norris Cole, due volte campione Nba con Miami, play ampiamente in grado di dominare in attacco e in difesa. Con lui due giocatori da Eurolega come Caleb Green e Demetris Nichols e tanti elementi interessanti. Alla guida il serbo-austrialiano Vucinic, già rivale reggiano in A2 con Forlì, ora riunito al piano di sopra col general manager Alberani, suo primo scopritore.

Dopo qualche scossone iniziale, Avellino ha trovato ritmo e i risultati lo raccontano. In campionato è terza con 8 punti, in striscia positiva da tre gare, e nella Champions Fiba è prima nel girone A con 5 vittorie e un solo ko. Mercoledì ha portato a casa un match duro e nervoso a Le Mans: un 74 a 77 che conferma la capacità di far bene anche a basso ritmo. Pur priva del centro Usa Costello, fermato da un infortunio, la Sidigas sta riuscendo a destreggiarsi fra i due impegni, trovando risorse anche dalla panchina italiana. Con i navigati Spizzichini e D’Ercole si è rivisto anche il reggiano Campani, già con Vucinic a Forlì.



Avellino è di un altro livello rispetto alla Grissin Bon, per qualità pura è la terza forza della serie A dopo Milano e Venezia, e rappresenta un bel test per il gruppo di Cagnardi.

Non è invulnerabile, qua e là ha mostrato cali di tensione e di intensità difensiva e vive più delle fiammate di talento individuale che di un sistema già organico. Costruita per un gioco rapido e aggressivo, ha comunque saputo adeguarsi anche a gare lente. E le sue stelle hanno talento, esperienza e fisicità per decidere da soli i finali. Inoltre, ha esterni potenti e bravi in uno contro uno, quel tipo di giocatori che i biancorossi hanno sinora sofferto.



La grande curiosità è ovviamente Norris Cole, 30enne al fianco di James, Wade e Bosh nei Miami Heat due volte campioni Nba. Sta dominando, con 20 punti e oltre 7 rimbalzi di media, mostrando intelligenza, tecnica e dinamismo superiori. Oltre che bravura nell’innescare i compagni. Un’altra sfida intrigante per il mastino Candi. La seconda punta è Green, esperto, agile e con mani dolcissime. Fa canestro in ogni modo, da sempre, e sa prendersi vantaggi contro ogni genere di rivale. Non un esordio morbido per Aguilar. Si vede meno ma si sente parecchio Nichols, campione d’Europa col Cska. Tiratore notevole, disciplinato, tiene botta fisicamente con tutti e a rimbalzo si fa sentire. Attorno al trio, girano altri tre titolari. Il potentissimo centro Ndaye, il realizzatore tascabile Sykes e il grande ex Ariel Filloy, fresco di premio Reverberi; un vincente nato, che sa sempre far male. Un’ossatura solidissima, quindi, anche se l’assenza di Costello riduce le rotazioni. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google