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«Trame di gioco, velocità della palla, inventiva Per me la Reggiana è migliore del Modena»

Luigi Cocconcelli
«Trame di gioco, velocità della palla, inventiva Per me la Reggiana è migliore del Modena»

Moscariello, allenatore del Sasso Marconi, analizza la partita di domani. «Noi non siamo una squadra di professionisti»

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Numeri alla mano, il Sasso Marconi pare più in forma della Reggiana. Nelle ultime cinque partite i bolognesi hanno fatto meglio dei granata, mercoledì hanno visto interrompere a Fiorenzuola una striscia record di quattro vittorie consecutive.

Tanta roba per una squadra come il Sasso Marconi, che pone in cima ai propri obiettivi la salvezza. Non facile, perché a differenza di altre concorrenti, non è strutturata a livello professionistico.

Roberto Moscariello, l’allenatore che a sua volta è impegnato come responsabile acquisti di una ditta bolognese, spiega anche così un avvio un poco stentato. «Abbiamo cambiato molto – dice – inserendo 13-14 giocatori nuovi, rifatto interamente la difesa perché per diversi calciatori abbinare lavoro ad una categoria come la D era troppo impegnativo. Hanno preferito trovare collocazione in realtà minori, Promozione o Eccellenza, e abbiamo impiegato tempo per trovare i giusti assetti. Dopo due sconfitte un paio di vittorie ci hanno dato slancio, fiducia, adesso stiamo bene, speriamo di continuare».

Il Sasso Marconi svolge quattro allenamenti a settimana e non cinque, tutti alle 18.30, proprio per via di chi fa il magazziniere o sta dietro ad un computer. A lungo andare non è penalizzante?

«Sì, specie in inverno non puoi tenere, con temperature rigide, i ragazzi fermi a lungo. Devi fare allenamenti più brevi ed intensi, ma c’è chi dopo otto ore di lavoro arriva al campo stanco. Il campionato scorso ce l’abbiamo fatta a conservare la categoria, speriamo di ripeterci. Per ora pensiamo a sfruttare il buon momento, a incamerare più punti possibili».

Mercoledì non ha fatto in tempo, di ritorno da Fiorenzuola, a fare un salto al Città del Tricolore, ma ha inviato il suo vice. Cosa le ha detto?

«Quello che sapevo. La Reggiana la conosco, l’abbiamo affrontata in Coppa anche se da allora ha inserito nuovi giocatori. È forte, per qualità tra le due la differenza è evidente, palpabile. Vogliamo giocarci la nostra partita, per noi tutto quel che arriva di positivo, anche il punticino, contro simili avversari i va bene».

La Reggiana fatica a trovare le giuste giocate nei sedici metri avversari. Si è data una spiegazione?

«Speriamo che fatichi anche domenica. Giocatori di valore li ha, guardi che per quel che ho visto per trame di gioco, velocità nel far girare la palla, inventiva mi pare molto meglio del Modena, che si affida quasi esclusivamente alle individualità, corre molto meno. Poi non so quanti giocatori in organico abbia la Reggiana, a volte averne troppi è più un problema, perché devi valutare i reparti e c’è chi per caratteristiche si sposa meglio a questo che non a quello ».

Moscariello non lo esplicita, ma lascia intuire che questo potrebbe essere il motivo per cui Apolloni stenti, non a vincere, m a far sì che il Modena convinca sul piano del gioco.

Ha preparato qualcosa per domenica o sposa la tesi di Turci, che è meglio pensare a mettere in campo la propria squadra senza aggiungere problemi di ordine tattico sul modo di giocare degli avversari con il rischio di fare confusione ?

«No, qualcosa faremo, so che Antonioli cambia spesso modulo per cui ci prepariamo ad adattarci e trovare contromisure sia al 4-4-2 che al 4-3-3. Abbiamo presente i punti di forza della Reggiana, consapevoli di trovare di fronte tanta più qualità ed esperienza».

Si dice che un problema in D sia lo stato dei terreni di gioco. Il vostro com’è?

«Discreto, non è il Mapei, ma è regolare, 64 per 102, si può giocare al pallone. Niente a che vedere, ad esempio, con quello del Calvina. Del resto, forse perché era piovuto, mi sarei aspettato un terreno in miglior stato anche a Fiorenzuola che è risultato molto lento. La differenza con certe altre piazze, come il Mezzolara, è che noi non abbiamo gli ultras, siamo un paesotto di provincia e non è che a vederci venga molta gente. Non è una battuta ma i supporter più assidui sono un gruppo di ragazzi sordomuti, quindi il tifo sarà tutto dalla parte della Reggiana». —



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