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«Approccio totalmente sbagliato Non ci siamo presentati in campo»

Riccardo Bellelli
«Approccio totalmente sbagliato Non ci siamo presentati in campo»

L’allenatore Devis Cagnardi si è trattenuto a lungo negli spogliatoi con la sua squadra al termine del match

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REGGIO EMILIA

È amarissima la serata di Devis Cagnardi che si è trattenuto a lungo a porte chiuse con la squadra, dopo una prestazione che non è azzardato definire sconvolgente, ben peggiore di quanto potesse mai aspettarsi nonostante le assenze di Cervi e Butterfield e il problema di inserire i nuovi elementi,

Il tecnico biancorosso non accampa scuse e descrive in modo eloquente il 12-34 dei primi 10’: «Non ci siamo presentati in campo nel primo quarto».

Come mai un inizio del genere?

«Abbiamo avuto un approccio totalmente sbagliato, non abbiamo fatto nulla di quanto abbiamo preparato in settimana. Mi sorprende perché avevamo lavorato bene in settimana. Ovvio che dovevamo inserire i nuovi ma questo non giustifica quanto successo».

Salva qualcosa?

«Il punteggio è bugiardo, 75-91, solo 16 punti. Potevamo perdere di 36 e non ci sarebbe stato nulla da dire. I migliori in campo sono stati gli Arsan che ci hanno sostenuto fino all’ultimo minuto».

Tecnicamente come spiega quanto abbiamo visto?

«Abbiamo provato a reagire, ma abbiamo sbagliato tanti tiri aperti. Fin dall’inizio non siamo riusciti a opporci ai loro uno contro uno e così gli abbiamo fatto prendere fiducia mentre noi sprofondavamo. Eravamo molli, lasciavamo far canestro ai nostri avversari senza molta opposizione e, presa fiducia, poi l’han messa anche quando difendevamo di più. Nel terzo quarto abbiamo provato a giochicchiare in una atmosfera surreale e l’ultimo quarto è stato giocato per arrivare in fondo. Loro avevano mollato. Non pensavamo certo di essere meglio di Avellino, ma mi aspettavo decisamente di meglio nonostante le assenze importanti».

Sente di aver perso il polso della squadra?

«No, non è così. Non avere il polso per me vuol dire non avere idea di cosa succede nello spogliatoio e non è così. La squadra ha subito gli avversari e anche io mi prendo la mia parte di responsabilità».

Al via ha schierato un quintetto alto. Perché?

«Abbiamo schierato un quintetto alto con accoppiamenti sugli esterni che mi sembra potessero starci. Llompart su Filloy, mentre Ledo e De Vico potevano darci un giusto approccio fisico sui loro uomini. Nei lunghi ho scelto Gaspardo perché è con noi da tre mesi e non mi pareva giusto mettergli davanti l’ultimo arrivato e poi non stava andando male nelle ultime gare. Da centro ho preferito Ortner a Elonu perché mi sembrava più pronto e in forma. Elonu ha fatto solo mezzo allenamento in settimana».

Come ha visto i nuovi?

«Ortner aveva qualche difficoltà perché ancora non è inserito bene nei giochi, Aguilar ha trovato il ritmo e ha fatto alcune buone cose».

Con Pistoia sarà già una gara fondamentale?

«Sì, è gara molto importante per la classifica. Poi arriverà la pausa che casca a fagiolo per darci il tempo di recuperare Cervi e Butterfield oltre a poter lavorare con i due nuovi e sistemare Elonu». —





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