«L’allenatore in discussione? Adesso lasciamolo lavorare»
La dirigente biancorossa pensa già alla prossima sfida contro Pistoia del 24 novembre «Una gara fondamentale per il nostro campionato»
REGGIO EMILIA
I “lupi” di Avellino hanno sbranato la Grissin Bon.
E se il patron Stefano Landi - assente ieri - è riuscito a sfuggire alla “tortura” al Bigi, non sono invece sfuggiti i vertici della Pallacanestro Reggiana.
La presidente Licia Ferrarini inizia ricordando che questa partita le ha rammentato un altro match con i campani, una semifinale finita molto male tanto che perdemmo di ben 43 punti anche se poi ci rifacemmo. Poi precisa: «Questa serata non è giudicabile. Non ci resta che chiuderci in palestra e lavorare. Sì, perché ci sono limiti al modo in cui si è sconfitti. Assolviamo i ragazzi italiani, visto che Mussini e Vigori si sono battuti bene e che Ortner è appena tornato e dunque ha bisogno di entrare in sintonia con il gruppo. Mi ha invece colpito in modo negativo la mancanza di empatia, l’assenza di sintonia fra attacco e difesa».
Si mette dunque in dubbio l’allenatore Devis Cagnardi?
«No, per favore lasciamo stare, non parliamone. Sta lavorando su una squadra in larga parte rinnovata. Dobbiamo attendere ben altre verifiche, a cominciare dal prossimo appuntamento con Pistoia che a questo punto diventa fondamentale per il nostro campionato».
Riservato sui commenti ma più disponibile ad affrontare il tema il vice presidente Ivan Paterlini. Che parla di tutto ma poi si lascia sfuggire una annotazione critica: «Nel primo quarto, quando ci siamo trovati sotto di venti punti, era il momento di chiedere un “time out” per spezzare l’assalto degli avellinesi e dare due sberle a qualche nostro giocatore per riuscire a svegliarlo».
Poi comincia con altre amenità per cercare di stemperare l’amarezza.
«Ho capito che era una giornata storta – racconta - quando sono arrivato al parcheggio ed ho trovato il posto macchina occupato da una vettura avellinese».
Parla quindi della gara: «Si sapeva che il loro è il secondo attacco della serie A e non dovevamo presentarci al confronto così molli. Invece non abbiamo difeso e non abbiamo attaccato bene per almeno tre quarti di partita; ci siamo riaffacciati al confronto solo quando la Sidigas ha tirato il freno e rallentato ormai sicura del risultato. I nuovi li posso in parte giustificare ma sono mancati in tanti».
Non poteva infine mancare una annotazione, questa sì scherzosa, sugli arbitri.
«Nel primo quarto, quando non eravamo ancora arrabbiati, ci hanno punito una infinità di volte. La partita però l’abbiamo persa noi».
Conclude però con una annotazione importante: «Non so perché ma ogni anno, quando si avvicina il Natale, ci troviamo con la nostra squadra mezza da rifare. Speravo che questa volta la storia non si ripetesse...». —
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