Fulvio Fiorin, il professore che guida l’OltrepoVoghera «Noi costruiti a costo zero»
Il mister dei prossimi avversari è stato il vice di Inzaghi al Milan, insegna ed è giornalista «A Voghera per sperimentare nuove tattiche e tecniche»
. Fulvio Fiorin vanta una peculiarietà rara per il calcio di casa nostra. L’allenatore 55enne dell’OltrepoVoghera è uno dei pochi tecnici a fregiarsi di una laurea ed è anche iscritto all’ordine dei giornalisti. «Non ci ho mai fatto caso - dice - forse qualcun altro ha preso il diploma di Scienze motorie, ma in effetti non dobbiamo essere in molti, il calcio, e non è un bene, ti assorbe molto». Fiorin è stato responsabile tecnico della Milan Academy e vice di mister Pippo Inzaghi alle giovanili rossonere e in prima squadra. Milanese e milanista, ha una grande esperienza nei settori giovanili ed è noto per il suo approccio scrupoloso e scientifico agli allenamenti.
Mister Fiorin, dopo l’esperienza ad Ascoli, ha deciso di rimettersi in gioco partendo dalla D. Come mai ?
«Mi ero preso due anni di aspettativa dall’insegnamento per fare il secondo di Sannino a Salerno e poi di Maresca ad Ascoli. Conclusa l’aspettativa, per continuare ad allenare avrei dovuto abbandonare definitivamente la cattedra. Ho preferito tornare a Milano al ruolo di educatore».
Cosa l’ha convinta a scegliere l’OltrepoVoghera?
«L’idea di seguire un progetto con Roberto Civitarese, mental coach che a Voghera è anche responsabile economico, di provare a mettere in pratica una filosofia di una squadra giovane, con metodologie di allenamento mentali, tattiche e tecniche, nuove»,
Obiettivo salvezza?
«Non ci siamo posti obiettivi minimi, siamo molto giovani, tutti dal 97 in su , con esperienze anche in settori giovanili importanti, qualcuno formatosi in Svizzera, nessuno però con un passato professionistico (ieri però è stato acquistato l’esterno sinistro classe 1992 Andrea Carta, con esperienza tra i professionisti, ndr). Il più noto è Andrea Casiraghi, figlio dell’ex centravanti della nazionale. Comunque vogliamo giocarcela, consapevoli che in giro ci sono squadre, e non mi riferisco solo a Modena o Reggiana, ma anche a Crema, Pergolettese, Fanfulla, che hanno investito tanto per stare al vertice, mentre noi la squadra l’abbiamo costruita a costo zero o quasi».
Oltrepò che è reduce da 5 pareggi, 4 addirittura per 0-0, squadra che fatica a finalizzare e cura molto la fase difensiva?
«Non dico che certi risultati siano frutto del caso, ma quasi. Siamo partiti per fare un calcio offensivo, poi ci siamo dovuti adattare alle caratteristiche di un torneo in cui si preferisce scavalcare e giocare sulle seconde palle, l’inesperienza ci ha portato a modificare il modo di interpretare le partite ed abbiamo dovuto affinare, migliorare la qualità nella fase difensiva, ma il mio credo è un altro, poi dipende anche dagli avversari, se quelli giocano o meno».
La Reggiana è quasi costretta a fare la partita, a cercare la manovra, il fraseggio…
«Lo so, per noi sarà una partita difficilissima, abbiamo coscienza che l’Audace, o come mi suggerisce lei la Reggiana, ha tanta qualità ed esperienza, è più abituata a giocare su un campo di serie A, dove la palla gira meglio, più velocemente, più facile da controllare, ma vogliamo giocarcela, pronti a riconoscere i meriti altrui, io sono dell’idea sia giusto che a vincere sia la squadra che esprime il calcio migliore». —
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