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La Reggio Audace verso il derby che vale una stagione Intervista al difensore reggiano oggi in forza al Modena  

Gozzi, ancora tu... «Io, bestia nera della squadra a cui devo tutto»

CRISTIANA FILIPPINI
Gozzi, ancora tu... «Io, bestia nera della squadra a cui devo tutto»

l’intervistaCRISTIANA FILIPPINIEra il 14 giugno dello scorso anno quando la Reggiana, in quel di Firenze, perse la semifinale play-off contro l’Alessandria per 2-1 e abbandonò definitivamente il...

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l’intervista

CRISTIANA FILIPPINI

Era il 14 giugno dello scorso anno quando la Reggiana, in quel di Firenze, perse la semifinale play-off contro l’Alessandria per 2-1 e abbandonò definitivamente il sogno di raggiungere la serie B.

Quel giorno finì con la squadra granata in lacrime sotto lo spicchio di curva dello stadio Franchi riservato ai tifosi. A consolare i granata quella sera c’era anche Simone Gozzi, reggiano di nascita ed ex granata, allora perno della difesa della squadra piemontese. Un gesto che i tifosi granata non hanno certo dimenticato. Poi il destino vuole che il reggiano Gozzi sia di nuovo sulla strada della squadra in cui è cresciuto. Per di più con la maglia del Modena in un derby che vale una bella fetta di stagione.

Gozzi torniamo per un attimo a quel giugno dello scorso anno: come le venne l’idea di presentarsi sotto la curva della Reggiana?

«Fu un gesto istintivo – spiega il difensore di Campagnola – per me era la prima volta da ex contro la Reggiana, e a quei colori devo tutto. Se sono diventato un calciatore è anche grazie alla Reggiana che mi ha dato la possibilità di crescere in un settore giovanile importante e mi ha fatto esordire tra i professionisti. Mentre le otto stagioni al Modena in serie B mi hanno poi permesso di coronare il sogno della serie A con la maglia del Cagliari. Però, campanilismo a parte non posso dimenticare da dove sono partito».

Arrivarono più applausi o più fischi?

«I fischi li avevo messi in conto ma alla fine furono di più gli applausi».

Veniamo ai giorni nostri: le fa più effetto incontrare la Reggiana o incontrare la Reggiana in serie D?

«E’ la seconda volta che incontro la Reggiana da ex, ma questa volta indosso la maglia del Modena quindi non può essere la stessa cosa. Ma la cosa che mi fa più effetto è certamente un’altra: il fatto che questo derby si giochi in Interregionale (Gozzi la chiama proprio così, ndr). E se Reggiana e Modena si ritrovano a giocare un derby in questa categoria significa che qualcosa nel sistema calcio non ha funzionato».

Che derby si aspetta? Soprattutto fisico?

«Fisico ma non solo. Credo che le due squadre abbiano le qualità per far vedere del buon calcio. Poi è logico che anche l’aspetto nervoso avrà un ruolo importante».

Affronta la serie D per la prima volta: se l’aspettava così?

«Francamente mi aspettavo qualcosa di più dal punto di vista della qualità. Detto questo, non mancano le squadre organizzate ma ce ne sono anche tante dove di qualità non se ne vede o se ne vede poca».

A proposito di qualità, arriviamo alla questione under: un bene o un male per la categoria?

«Dipende dalle qualità del ragazzo, molto semplice. Se le qualità sono scarse rischi solo di creare facili illusioni, ma se ci sono giovani con qualità possono solo diventare un valore aggiunto. E’ brutto vedere dei giovani in campo solo per tappare un buco e per rispettare la regolare degli under. Sarebbe interessante capire quanti under partiti dalla serie D sono poi arrivati tra i professionisti».

Anche lei sta pagando questa regola..

«Assolutamente sì. Le prime partite sono sempre partito dalla panchina e ho giocato solo qualche spezzone di gara mentre nelle ultime gare sono riuscito a ritagliarmi un posto da titolare. E’ logico che con l’obbligo di far giocare gli under sei costretto a penalizzare gli over».

Avete seguito la Reggiana?

«Per adesso siamo concentrati sulla trasferta di Pavia che non sarà semplice. Il derby inizieremo a preparalo da lunedì però un’occhiata agli avversari la diamo sempre. E conosciamo benissimo la forza della Reggiana nonostante abbia avuto un inizio travagliato».

E questo Modena? Gioca male ma non sbaglia un colpo.

«È vero che all’inizio non abbiamo brillato per la qualità del gioco, ma nelle ultime uscite si sono visti miglioramenti anche da punto di vista del gioco. Siamo sulla buona strada».

Perché Apolloni non riesce ad entrare nel cuore dei tifosi?

«Perché è impossibile che un allenatore possa andare bene a tutti. E Modena è perfettamente in linea con questa teoria».

Da reggiano ed ex granata, come sono i suoi rapporti di qua dal Secchia?

«Ottimi, non ho mai avuto problemi. Tra persone educate e perbene è facile andare d’accordo».

Suo papà continua ad essere un tifoso della Reggiana?

«Oltre a seguire le squadre dove gioco , non disdegna anche qualche partita al Giglio (Gozzi lo chiama proprio così, ndr). La fede è quella».

A più riprese in questi anni si è parlato di un suo probabile ritorno alla Reggiana: cosa c’era di vero?

«Qualcosa di vero c’era. Negli ultimi anni ci sono stati contatti con la Reggiana almeno un paio di volte. Ma quando arrivava la chiamata della Reggiana ero sempre a un passo dalla firma con un’altra squadra e sono ancora uno di quelli che nel calcio mantiene la parola data». —

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