«Il Valorugby è pronto a giocarsi il primo posto»
Il tecnico Roberto Manghi sta ultimando la preparazione al big match di domani «Abbiamo meno blasone del Petrarca ma contano fame e voglia di emergere»
REGGIO EMILIA. Assalto alla capolista.
Domani il Valorugby sarà impegnato allo stadio Geremia di Padova contro il Petrarca in quello che è a tutti gli effetti il match clou della decima giornata del campionato nazionale Top12 di rugby. La prima contro la seconda in classifica, con i Diavoli reggiani intenzionati a fare bottino grosso e scalzare i campioni d’Italia dalla prima posizione.
Coach Manghi ritrova Matteo Dell’Acqua, di rientro dall’esperienza con la nazionale brasiliana, e conferma il XV che ha surclassato di mete la Lazio nell’ultimo turno di campionato alla Canalina. In settimana i Diavoli si sono allenati in modo assiduo mantenendo alta la tensione, seppure in un clima sereno.
«Andiamo, come sempre, a fare la nostra partita. Peraltro, certe partite non hanno bisogno di particolari motivazioni - spiega coach Roberto Manghi -. I ragazzi sanno benissimo l’importanza della posta in palio, non c’è bisogno di caricarli ulteriormente. Arriviamo al big match preparati mentalmente e in buone condizioni fisiche. Ci sarà bisogno di tutti, anche e soprattutto di chi subentrerà dalla panchina perché prevedo una battaglia lunga più di 80 minuti. Sono sicuro di una cosa: che la squadra voglia ben figurare e che i ragazzi daranno in campo tutto. Al di là del risultato, per noi sarà un ulteriore momento di verifica del lavoro che stiamo facendo come team, nel senso più ampio del termine. Un progetto che guarda certamente al presente, senza rinunciare a una prospettiva più ampia. Il nostro presidente e la nostra proprietà ce lo ricordano sempre».
Dall’altra parte del campo ci saranno i campioni d’Italia.
«Hanno vinto lo scudetto, e aggiungo meritatamente. Sono una delle squadre candidate alla vittoria finale. Li conosciamo e ne abbiamo grande rispetto. Li abbiamo affrontati in precampionato e al di là del risultato ce la siamo giocata alla pari per tre quarti di partita ma da allora siamo tutti, noi e loro, cresciuti. Certo giochiamo a casa loro e il fattore campo, una “casa” come il “Geremia” conta molto di più di quello che potrebbe apparire a chi non conosce il rugby».
Il Valorugby è un progetto giovane rispetto alla tradizione padovana e a quella dei “Tuttineri” di Marcato.
«È così - conclude Manghi - noi siamo una realtà meno blasonata ma solida. Dobbiamo vivere questo come un valore aggiunto, perché i risultati acquisiti sono sempre passati. Quel che conta è guardare avanti. Meno blasone può significare anche più fame, maggior voglia di emergere. Lo staff e la squadra hanno capito bene questo concetto e ognuno fa il massimo, dentro e fuori dal campo. Poi ogni gara di Top 12 è una sorta di “finale”: si lavora, si scende in campo con testa e cuore al loro posto, sempre con l’obiettivo di fare meglio dell’avversario». —
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