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L’esodo dei tifosi granata cori, striscioni e Lambrusco sul treno verso Modena

Roberto Tegoni
L’esodo dei tifosi granata cori, striscioni e Lambrusco sul treno verso Modena

Nel settore ospiti 2.256 spettatori, tanti altri in tribuna per sostenere la Reggiana Clima di festa all’andata, delusione al ritorno: ma gli ultras applaudono la squadra

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L’amarezza del risultato scalfisce solo in parte l’animo d’acciaio del tifoso granata. Un applauso lungo, con un po’ di rammarico per l’ennesima delusione in un derby, anche se occorre ricordare che in due stagioni, le ultime, la Reggiana aveva vinto quattro volte con il Modena. Ma partiamo da questa cartolina, l’applauso ad una squadra che ha giocato alla pari con la capolista, che ha avuto le sue occasioni per andare in vantaggio (poche) e che a livello nervoso e di cuore ha approcciato benissimo il derby del Secchia.

Peccato. Peccato davvero. Mancava solo la ciliegina del risultato finale. Una trasferta riuscita in tutto e per tutto. Da un punto di vista dell’ordine pubblico, sono state spazzate vie le voci di possibili tafferugli. Un derby, quello col Modena, sicuramente sentito ma non quanto quello con il Parma (vallo a spiegare a quelli della Val Secchia…) quando sin dal primo gradino salito sul treno verso l’Enza si annusava il clima da “battaglia”. Un plauso alle forze dell’ordine, ai tifosi e… alla vicinanza del Braglia alla stazione ferroviaria.

Tutto perfetto, per merito di quasi 2300 cuori granata, la maggioranza dei quali arrivati al Braglia in treno. Due convogli, per la precisione. Quello delle 11.14 e quello delle 11.47. Il primo era “prenotato” dal Gruppo Vandelli e ha raccolto circa 300 persone, ritrovatesi mezz’oretta prima alla Polveriera per fare un mini corteo verso la stazione con fumogeni e bandiere. Il treno successivo, quello delle Teste Quadre, ha raccolto ben più persone. Circa un migliaio, se non di più. Difficile quantificare i tifosi granata sul binario 1 in attesa del mezzo. Cori e slogan urlati a squarciagola per caricare ulteriormente un derby aspettato fin dalla stesura del calendario. “Bastardi stiamo arrivando” cantano i tifosi.

CI STAREMO?

Stretti come sardine, saliamo sul secondo treno. “Ghe stom tot?”, ci staremo tutti? si domandano i presenti. Sigarette, birre, c’è anche chi stappa del lambrusco in onore del Derby. Ci stiamo, ci stiamo. Anche belli larghi in certi vagoni. Partenza due minuti in ritardo, arrivo in perfetto orario alle 12,15. Raduno nel piazzale adiacente e partenza del corteo assieme ai tifosi del Vandelli che aspettano. Cori, bandiere tenute chiuse in treno finalmente srotolate, qualche petardo per svegliare i residenti della zona e la camminata arriva al termine nel giro di dieci minuti scarsi. Viale Monte Kosika è tutta granata.

l’ironia dei cugini

E poi l’arrivo in curva ospiti. Afflusso regolare e senza intoppi. Slogan da una parte e dall’altra. La curva Montagnani, quella di casa, espone una splendida coreografia con riferimenti alla Secchia rapita di Tassoni e sulla nascita del termine Teste Quadre. In campo viene regalata una maglia ricordo di entrambe le fazioni alla moglie di Paolo Ponzo, giocatore scomparso qualche anno fa e rimasto nel cuore dei tifosi di Reggiana e Modena. Inizia la partita. Le bandiere granata colorano la curva. “Sventola fiera la nostra bandiera” lo striscione esposto. Il resto è cronaca. E si torna in treno, con le pive nel sacco. —





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