Orgoglio Conad batte Spoleto e vola al terzo posto
L’infermeria non ferma la sete di vittoria del Volley Tricolore I giallorossi lasciano gli umbri a quota 14 salendo a 16 punti
In barba al traffico in infermeria, a tutto talento, cuore e sudore: è così la Conad fa squadra, gioca una delle sue migliori partite, batte Spoleto e la supera volando al terzo posto in classifica. È un piano perfetto quello messo a segno dai giallorossi del coach Mastrangelo che lasciano gli umbri a quota 14 salendo invece a 16 punti davanti al Bigi in festa. Con 656 spettatori il palazzetto di via Guasco non è mai stato così pieno, complice la presenza delle scuole Bartali, Lepido e D’Arzo e la Polisportiva Arena di Montecchio. La vittoria non può che essere dedicata al libero Davide Morgese, assente causa operazione all’occhio ma presente sugli spalti a tifare i suoi compagni. A sostituirlo in campo è stato Ernesto Torchia, che ha fatto il suo esordio in campo in maglia giallorossa da vero protagonista. Il resto dello strarting-seven ha visto Fabroni al palleggio, magistrale, Bellei opposto, Quarta e Benaglia al centro - con Sesto ancora ai box per dolore al polpaccio – e la coppia Ippolito-Bellini in banda, con Silva sempre pronto a entrare sui finali. Il primo set è stato un vero show con azioni da ricordare come quella del 22-21, arrivato grazie a due difese consecutive di Torchia e recupero quasi nel campo avversario di Bellini. Il Bigi è esploso in un boato anche sul 24-24, quando Fabroni fa valere la sua esperienza appoggiando il secondo tocco nel campo avversario. A chiudere il discorso ci hanno pensano Ippolito e Bellei. Il secondo è partito male, con tempo di Mastrangelo già sull’1-4. Complici le molteplici battute sbagliate di Spoleto – saranno 8 in un set – la Conad si è portata sul 10-10 ed è rimasta in gara puntando sull’attacco, come le due veloci consecutive di Benaglia del 19-18. Qualche leggerezza sul finale favorisce però gli avversari, con Ippolito che batte il 23-25 a metà rete. Nel terzo set la Conad è stata travolgente: trascinata dai muri di Fabroni, prima sul 2-1 e poi sull’8-3, e dalle sue alzate, allunga il passo e si fa imprendibile fino al +10 dove a dire l'ultima parola è di nuovo lui, capitan Fabroni, con il muro del 25-15. Il quarto partito male (3-6) è stato raddrizzato dal 12-12 in poi. Con festa finale a centro campo stretti intorno a Torchia. —
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