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I guai della Reggio Audace 

Romano va alla guerra totale «C’è continuità con l’era Piazza»

Jacopo Della Porta
Romano va alla guerra totale «C’è continuità con l’era Piazza»

L’ingegnere dopo le dimissioni da vicepresidente scatenato contro i soci reggiani «Legami con la precedente società, se avessi saputo non avrei investivo» 

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«Mi dimetto perché la società è gestita in modo sommario ma resto alla Reggiana per lottare». Parole pesantissime quelle di Marco Arturo Romano, vicepresidente dimissionario e socio al 40% della Reggio Audace. Parole che rappresentano una pietra tombale sulla possibilità di ricucire lo strappo che si era manifestato pubblicamente già un mese fa.

«Veti e imposizioni»

Dopo l’annuncio delle dimissioni da dirigente, arrivate nella sala stampa dello stadio Braglia dopo il derby perso 1-0 con il Modena, l’ingegnere laziale ieri ha diramato una lunga nota per spiegare le sue ragioni. «La città deve sapere che sin dall’inizio ho subito veti ed imposizioni affinché il presidente fosse reggiano, l’amministratore reggiano, il commercialista reggiano, il responsabile settore giovanile reggiano, il responsabile della comunicazione reggiano, etc.. ed ultimo il direttore generale reggiano (Rocco Russo, ndr), che è stato nominato in una illegittima delibera di cda che da noi sarà impugnata nelle opportune sedi. Tutto ciò è inaccettabile il socio di maggioranza relativa della Reggiana Audace».

Già questo incipit lascerebbe poco spazio alla possibilità di sanare il dissidio. Ma Romano va oltre e lancia un affondo a 360 gradi che non risparmia niente e nessuno. «Altro grosso problema è la mancata discontinuità con il passato, all’interno della compagine sociale ci sono personaggi che hanno rivestito un ruolo importante nella società sportiva per la quale è stato richiesto il fallimento (Gianni Perin), o che addirittura sono ancora soci di società partecipate dalla stessa (Luca Quintavalli), notizie che ho appreso solo dopo la costituzione della Reggio Audace, altrimenti non avrei investito di certo nel progetto».

«protagonismi»

Il dirigente dimissionario se la prende anche con la «comunicazione ufficiale, a dire poco “bulgara”. Ad oggi non è stata data alcuna informazione sulle dimissioni del sottoscritto. I canali ufficiali sono serviti solo ad esaltare il protagonismo individuale di alcuni e non a fornire una corretta informazione, e guarda caso un ruolo importante nella comunicazione è stato dato ad una certa società Matrix Media, riconducibile anch’essa ad uno dei soci (Quintavalli)».

Romano se la prende anche con lo store di Piazza Prampolini. «Ad oggi nonostante più volte ho sollevato il problema, non abbiamo un punto dove i tifosi possono acquistare materiale della nuova società sportiva, perché siamo in balia di gravi conflitti di interesse con un store che vende materiale della vecchia Reggiana».

Infine un messaggio ai tifosi e agli appassionati granata. «Voglio sottolineare il fatto che le mie dimissioni avvengono in un momento nel quale la situazione economica è positiva, anche grazie al mio contributo che è stato ad oggi il più importante. Voglio ringraziare la città, i tifosi e tutti gli appassionati che meritano molto di più e dico loro che farò di tutto per il bene della Reggiana. Tutto ciò considerato do le mie dimissioni da vicepresidente, il che consentirà ad un altro socio reggiano di assumere anche tale incarico»—



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