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La quota 100? Ricky Conforti l’ha già raggiunta

Alessandro Zelioli

La centesima segnatura per l’attaccante del Boca Barco è arrivata nella sfortunata partita persa 3-2 contro la Quarantolese

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Non è bastato a salvare la sua squadra dalla sconfitta, ma il momentaneo 2-2 segnato da Riccardo Conforti contro la Quarantolese, ha mandato il puntero del Boca Barco nella storia della società gialloblù.

Nessuno nella storia della società del Presidente Enzo Guerri aveva mai segnato cento gol con quella maglia. «Tenevo molto a questo traguardo _ ha detto l’attaccante parmense classe 1984 _ perché a questa maglia e alla gente che ruota attorno a questi colori, sono molto legato. Non sarei qui da così tanti anni se non amassi questo modo di fare calcio».

Una carriera da globetrotter del calcio dilettantistico, dall’Eccellenza alla Seconda categoria accompagnati da gol e infortuni che ne hanno minato un futuro che pareva quanto mai roseo.

«Con la maglia degli Allievi della Audace Parma feci 52 gol. Il Parma venne a vedermi, ma ero troppo piccolo. Prima finii al Brescello in C, poi andai a Scandiano in Eccellenza. Pierantonio Torroni e Franco Rabitti mi diedero una grande chance. Due persone splendide ancora prima che competenti nei rispettivi ruoli. Purtroppo dopo tre giornate mi usci una ernia discale che mi costrinse ad abbandonare sogni di gloria e una stagione nella quale eravamo primi».

Dopo l’intervento chirurgico, vari cambi di società...

«Avevo capito che era meglio studiare. Mi laureai anche se tra ricadute con la schiena e la frattura di un perone, col calcio giocato sono andato a singhiozzo. A Barco ho trovato una seconda giovinezza e un ambiente speciale».

Due lauree, una moglie, Chiara, un bambino, Diego molto piccolo. Un lavoro che la porta a stare all’estero per molti giorni l’anno. Ma dove trova il tempo di allenarsi?

«Al Boca anche questo è possibile. Dedico questo traguardo a mia moglie e mio figlio, a mio cugino Armando che mi ha sempre portato a giocare, supportandomi anche quando volevo smettere. E al Boca. A tutti loro che sono davvero speciali». —



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