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Da rincalzo a titolare il magic moment di Gatti a colpi di mischie

Da rincalzo a titolare il magic moment di Gatti a colpi di mischie

Il tallonatore è tra i protagonisti dell’exploit del Valorugby nel campionato Top 12 che vede i reggiani al secondo posto 

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l’intervista

Lo scorso anno giocava poco meno di 20 minuti a partita, quasi sempre subentrando dalla panchina nel corso del secondo tempo.

Quest’anno per Anton Giacomo Gatti, tallonatore 26enne del Valorugby Emilia, minutaggio e prestazioni sono decisamente più significative.

Complice anche l’infortunio del tallonatore titolare della squadra Enrico Manghi, ai box per il persistere di un doloroso mal di schiena, per il giocatore originario di Vicenza, ma ormai reggiano d’adozione, si è aperta l’opportunità di restare in campo più a lungo.

Anche per tutti gli ottanta minuti, come accaduto sabato scorso a Padova.

Rispetto all’anno scorso è stato un bel cambiamento, non trova?

«L’anno scorso soffrivo per lo scarso minutaggio – confessa Gatti – Chiaro che mi dispiace per l’infortunio di Enrico, ma sono sincero quando dico che sono felicissimo di giocare con più continuità. Mi sono fatto trovare pronto quando la squadra ne ha avuto bisogno e il coach mi ha chiamato in causa, e credo di ripagare la sua fiducia con le mie prestazioni».

Dura la vita del tallonatore, quasi sempre in prima linea nelle fasi statiche del gioco...

«Touche e mischie sono il pane quotidiano del nostro ruolo. Ne parlo spesso anche con Carlo Festuccia, è una grande opportunità essere allenati e confrontarsi quotidianamente con campioni del suo calibro e carisma. Sì, il compito del tallonatore è duplice. In mischia si sta come in trincea e con il tallone il nostro compito è di far scivolare fuori la palla nelle mani del mediano. Il discorso touche è un po’ più individuale, perché il lancio della palla è essenziale. Per trovare concentrazione e lanciare bene si adottano dei piccoli accorgimenti. Fermo restando che ciò che conta maggiormente è il timing e l’intesa con le seconde linee che devono ricevere».

Non solo touche e mischie, però. Contro la Lazio Anton Gatti si è tolto anche la soddisfazione di realizzare una meta. Con dedica speciale...

«Eh sì, qualche giorno prima è nata Camilla, e quindi non potevo che dedicare a lei e alla mia compagna Simona quella meta. In generale, quello che sto attraversando è un periodo d’oro. La mia primogenita e le vittorie sul campo sono una bella iniezione di gioia e felicità».

Oltre al campo da rugby, e alle notti insonni per Camilla, resta il tempo del lavoro.

«Ci tengo a dire che le notti insonni sono compensate dalla gioia della sua nascita e quindi le faccio molto volentieri. Di lavoro sono un grafico pubblicitario, mi sono diplomato alla scuola Comics di Reggio (è la ragione per cui Anton è arrivato nella nostra città ndr) e ho trovato impiego in questo settore che mi piace molto. Di tempo libero ne rimane poco, e quasi sempre lo trascorro guardando su Netflix le mie serie preferite, come il Trono di Spade e Viking».

Gatti è al suo quinto anno coi Diavoli, ed è ormai un reggiano acquisito.

«Camilla è nata qui, sarò sempre legato a questa città. In più sono molto affezionato al progetto Valorugby. La società è seria, ambiziosa e con gli altri ragazzi formiamo un gruppo davvero splendido anche fuori dal campo».

In più quest’anno, arrivano anche risultati straordinari.

«Dopo la vittoria di Padova non ci nascondiamo più. Abbiamo battuto loro, possiamo battere chiunque. Ci eravamo dati Natale come termine per ridefinire eventualmente gli obiettivi di stagione. Credo proprio che già ora possiamo guardare avanti e puntare in alto, la salvezza salvo cataclismi che non voglio neppure immaginare, è quasi acquisita. Penso che ai playoff dobbiamo puntarci, nella consapevolezza che li conquisteremo se ogni sabato scenderemo in campo dando il massimo ogni sabato». —

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