Gazzetta di Reggio

Sport

l’intervista 

La rabbia di Willy Osuji «Il derby? Fosse per me lo rigiocherei adesso»

Gian Marco Regnani
La rabbia di Willy Osuji «Il derby? Fosse per me lo rigiocherei adesso»

2 MINUTI DI LETTURA







La sconfitta nel derby resta una ferita aperta ma non ha scalfito l’ottimismo di Wilfred Osuji, eclettico centrocampista granata tra i protagonisti dell’ultimo positivo periodo. «Devo ancora digerire quel risultato - spiega il nigeriano classe ‘90 -. Essere usciti a testa alta dal “Braglia” però mi dà la forza di ripartire ancora più forte. Se dipendesse da me vorrei rigiocare subito la partita. Mi devo accontentare della gara di ritorno...».

Ha pagato l’emozione di affrontare una squadra per la quale aveva indossato la fascia da capitano?

«Tra alti e bassi ho trascorso quattro stagioni a Modena ed è normale che ci fosse un po’ di emozione, ma non mi ha condizionato in campo».

Al “Braglia” non sembrava affatto di assistere ad un match di Serie D...

«L’ultima volta che l’ho visto così pieno era per il derby in B tra Modena e Sassuolo, gara dove mister Novellino mi aveva fatto giocare da terzino (ride, ndr). Voglio ringraziare i nostri tifosi perché ci sono stati vicini fino alla fine».

Le parole di Romano vi hanno colto di sorpresa?

«Siamo rimasti tutti a bocca aperta e non poteva essere altrimenti, ma ci siamo guardati in faccia e abbiamo capito che nessun ostacolo potrà fermarci. Per fortuna in società c’è già chi si occupa di questi problemi».

Il gruppo ora sembra più compatto rispetto ad inizio stagione…

«Lo spirito di squadra c’è altrimenti in precedenza non avremmo conquistato quattro vittorie consecutive con tanti gol di scarto. Il k.o. nel derby può averci tolto qualche certezza, ma noi non molliamo».

Da trequartista come si sta trovando?

«La posizione in campo non mi interessa perché la voglia di giocare è sempre la stessa. Io mi vedo ancora come un bambino: quando arrivo al campo il mister mi dice dove andare e giocare e io ci vado».

Si può affermare che questa è la stagione della sua rinascita?

«Direi di sì. Dopo l’infortunio al tendine retto femorale due anni fa ho rischiato di ritirarmi, ma grazie ad un costoso intervento in Germania e alla mia fede in Dio ho trovato la forza e la lucidità di ripartire». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google