«Voglio insegnare ai reggiani ad amare il brasilian ju-jitsu»
Il 25enne Wesley Lopes Caixeta ha aperto una palestra in città dove insegna la disciplina che può venire in aiuto anche ai bambini vittime di bullismo
Quella di Wesley Lopes Caixeta è una storia che viene da molto lontano, ma che con tenacia e amore è riuscita a legare due culture e a portare sul nostro territorio una nuova disciplina sportiva.
Wesley, infatti, è nato nella città di Unaì in Brasile 25 anni fa e dopo essersi laureato alla Escola Superior de Hoteleria e Turismo a Lisbona, ed essersi classificato secondo al campionato mondiale ACB-JJ di Mosca, ha deciso di intraprendere la carriera di insegnante di Brazilian Jui-jìtsu proprio a Reggio Emilia.
«L’avvicinamento alla disciplina è avvenuto inizialmente con tanti dubbi e timori, la trovavo strana e preferivo il Muay Thai - afferma -. È stato mio fratello a convincermi un giorno a partecipare a una lezione. Dopo aver affrontato quell’allenamento intenso, le ripetizioni tecniche e i diversi round di sparring, cioè il combattimento a corpo libero, mi sentivo di aver scoperto un nuovo mondo».
Il BJJ - abbreviazione di Brazilian Jui-Jìtsu - è per l’appunto un’arte marziale dove si impara a difendere e al tempo steso ad attaccare, concentrando però ogni mosso non solo sulla forza ma sull’intelligenza, e a contrario di altri sport simili si va oltre alla prevaricazione di un combattente su un altro.
«Quando penso al BJJ mi piace sottolineare il fatto che ci sia un continuo studio di tecniche, leve e mosse sia fisiche che mentali - spiega -.Ti aiuta a pensare in una forma differente. Ogni match può essere facilmente paragonato ad una partita di scacchi, dove è necessario pensare prima di agire e prevedere ciò che farà l’avversario dopo due o tre mosse è fondamentale. Questo è utile anche al di fuori del talami, per avere il controllo della situazione in ogni circostanza della vita».
Anni di allenamento e sacrifici hanno portato Wesley ad essere sempre più bravo e a conquistare sempre più gradi, come accade ad esempio nel Karate; ora è al terzo posto nella classifica mondiale della categoria cintura marrone maschile, grazie alla conquista del secondo al campionato mondiale ACB-JJ di Mosca.
Tutte queste esperienze lo hanno portato ad incontrare la sua attuale moglie, Maria Elena, e quindi a trasferirsi a Reggio, città in cui ha deciso di aprire una scuola dedicata al BJJ, “Arte Soave Revolution a.s.d” Roger Gracie Jiu-Jítsu, in via Iori 6.
«Voglio trasmettere lo spirito del BJJ ai reggian - dichiara -. La disciplina può aiutare i bambini con problemi comportamentali, vittime di bullismo, chi possiede poca autostima, ma anche chi non ha fiducia nel prossimo, difficoltà ad interagire e persino a coloro che hanno problematiche motorie o di elasticità. Non si tratta di combattere, ma di migliorare piccoli aspetti della propria vita. Lo dimostra anche il fatto che in Italia stiano aumentando le scuole di BJJ». —
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