La Grissin Bon spera in Rivers «Mi hanno chiesto leadership»
Presentato il 31enne americano, reduce da anni ad altissimo livello in Eurolega «Sono contento di essere nella città di Kobe Bryant, uno dei miei modelli»
Tecnica, esperienza, solidità mentale. Li promette K.C. Rivers, ultimo acquisto biancorosso, pronto a dare una mano alla Grissin Bon a partire dall’imminente delicatissima trasferta di Trento. Ieri l’ala statunitense è stata presentata ufficialmente a “lo StoRE” di piazza Prampolini, proprio nel giorno in cui il suo tesseramento in Lega è diventato ufficiale. La curiosità è tanta per un elemento dal curriculum dorato.
Il 31enne esterno statunitense viene da anni ad altissimo livello in Eurolega fra Real Madrid e Panathinaikos, conditi dall’Eurolega vinta con gli spagnoli.
Ora torna in quell’Italia dove ha iniziato la carriera da professionista, in A2 a Latina, rivale dell’allora Trenkwalder in cui giocava Alessandro Frosini, oggi il suo nuovo direttore sportivo.
Nel nostro Paese ha disputato spezzoni di stagione anche a Treviso e Bologna, prima del salto di qualità che l’ha portato ai piani alti continentali.
In estate, uno stop dovuto anche a diversi problemi fisici all’articolazione del braccio sinistro, quello usato per tirare. Ora l’approdo in biancorosso, con un accordo annuale che prevede una clausola di uscita a febbraio solo in caso di offerte dall’Eurolega. E proprio da qui si parte. «Io non sono venuto qui per pensare all’Eurolega, alla clausola. Sono venuto qui per fare del mio meglio. Quando faccio qualcosa mi concentro solo su quello, non posso pensare a questioni che non posso controllare, racconta l’ala mancina. Voglio far vedere ancora quanto valgo come giocatore, dando il massimo per la squadra, il mio obiettivo è aiutare Reggio a vincere, è tutto quello che mi interessa», sottolinea. E aggiunge: «Forse i miei problemi fisici in estate hanno creato dei dubbi in qualche squadra di Eurolega in estate, io sono qui per fare bene e dare il massimo, e mostrare quello che so fare». Già, cosa può dare Rivers a Reggio? «Penso di poter dare esperienza ed essere una guida, ci sono già veterani esperti come Llompart e Aguilar e io posso dare una mano in questo senso. Il coach mi ha chiesto leadership, mi ha chiesto di dare forza mentale. Sono pronto a fare quello che servirà, e non credo che avrò grandi problemi ad ambientarmi. Ci potranno volere alcune gare per capire bene il ritmo e le caratteristiche del campionato, ma conosco bene l’Italia e qui mi sono trovato sempre bene. I compagni mi hanno accolto bene e mi stanno già coinvolgendo anche sulle questioni tecniche, mi fa molto piacere». Il giocatore di Charlotte, che giocherà col numero 8, si appresta alla quarta esperienza italiana. «Questo è stato un lungo viaggio, tornare qui dove ho iniziato è bello, mi dà grandi stimoli. Se ci penso, mi sembra di essere stato ieri a Bologna e invece sono passati tanti anni, ho giocato in campionato molto diversi da questo, come quello spagnolo e quello greco, ma non sono preoccupato e ho voglia di dare una mano», assicura. Reggio è la nuova tappa tricolore: «So che è una società solida e di alto livello, l’anno scorso ho seguito l’Eurocup e ho visto quanto abbia fatto bene. Poi so che è la “città italiana” di Kobe Bryant, uno dei mie modelli, e ho scoperto l’altissima qualità delle scuole locali. Un aspetto importante per me, se penso ai miei figli». —
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