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La profezia di Eberini «Questo campionato si vince in trasferta e il Modena lì fa fatica»

LUIGI COCCONCELLI
La profezia di Eberini «Questo campionato si vince in trasferta e il Modena lì fa fatica»

L’ex allenatore granata era tra i pali della Regia nel 1984 quando si giocò l’ultima partita contro il Fanfulla 

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L’INTERVISTA

LUIGI COCCONCELLI

I precedenti della Reggiana a Lodi si perdono nella notte dei tempi. Famosa è la sconfitta- unica in quel campionato- per 2-1 della Reggiana di Cadè, quella che ancora oggi viene snocciolata per intero (Bertini, Villa Bertini, Bon, Grevi, Fantazzi, De Nardi, Correnti, Mognon, Tomy, Facchin) nella stagione 1963-64. Sconfitta, a quanto si diceva allora, inficiata da sviste arbitrali dettate , secondo una tesi complottistica, dalla federazione per non pagare un premio in caso di granata imbattuti a fine torneo.

Tanto, a quel punto della stagione, il vantaggio sulla seconda era abissale .Il più recente, si fa per dire, risale al 22 gennaio 1984. A difendere i pali della Reggiana c’era un signore chiamato Sergio Eberini. «Adesso che mi ci fate pensare- dice l’allenatore- ricordo si giocò che era nevicato da poco, fu uno scialbo 0-0, poche emozioni, buon per me che non feci brutte figure, era l’anno di Toneatto». Stagione che al tirare delle somme regalò solo delusioni sia alla Reggiana sia al Fanfulla: i granata erano partiti per tentare l’immediata risalita in B e chiusero al nono posto, il Fanfulla retrocesse.

Questo il passato.

Il presente Eberini lo osserva con distacco. «Sono- dichiara- il primo tifoso della Reggiana, quando posso la seguo in tv, sono tornato dai miei ragazzini alle terre Matildiche, ho 2 squadre che al sabato ed alla domenica mi tengono impegnato, ma diciamo che l’ho vista parecchie volte».

Qual è la sua impressione?

«Ha avuto un avvio incerto, ma era naturale fosse così con quel che è successo, adesso vedo con piacere che sta raggiungendo un suo assetto, una sua fisionomia, è un campionato difficile, equilibrato, incerto, almeno nelle prime , deve stare attenta ad un particolare…».

Quale?

«Per me il campionato si vince in trasferta, giochi su campetti in cui non riesci ad imporre il tuo gioco, ti devi adattare, saper capitalizzare le poche occasioni che crei, giusto quel che ha fatto mercoledì con il Ciliverghe, mi pare che ultimamente proprio in campo esterno il Modena denoti difficoltà e questo fa ben sperare, è un torneo in cui non puoi pensare di importi solo con la qualità della manovra, che diciamoci la verità a questi livelli è quel che è...».

E la campagna acquisti di queste settimane come la giudica?

«Alvitrez è un buon rinforzo, uno che sa dare equilibrio, disporre di un portiere under affidabile è importante, libera un posto».

Tra l’altro a gennaio dovrebbe tornare Rocco, che Eberini conosce bene…

«Sì, in categoria può fare la differenza, tra l’altro è duttile tatticamente, può consentire di giocare con i 3 attaccanti stando largo, ma può anche fare la mezzapunta, salta l’uomo , rientra ancora negli under e questo è un ulteriore vantaggio».

A proposito della regola sui giovani, che ne pensa Eberini, chi è bravo forse gioca, o dovrebbe farlo, a dispetto dell’età…

«Lo dite a me che a 19 anni ero in B, sono cambiasti i tempi, la vedo più come un servizio alle società professionistiche, perchè si apre anche lì un mercato».

Facciamo un passo indietro: si sarebbe aspettato una chiamata dalla nuova società?

«No, nessuna aspettativa, nessun astio, quando i Piazza hanno deciso di non iscrivere la squadra ho realizzato che sarebbe finità lì, ho messo nel preventivo che una nuova società avrebbe optato per un nuovo staff, io sono contento di aver svolto onestamente, con correttezza il mio compito, mi è piaciuto regalare emozioni alla tifoseria, ma ho preferito tornare ai ragazzi, se dopo 35 anni qualcuno ti chiama ancora vuol dire che qualcosa di buono hai fatto».

È vero che per i suoi ragazzini ha rinunciato ad una panchina di C?

«Sì, in estate ho avuto una proposta da una squadra del sud, ma onestamente alla mia età non me la sono sentita di allontanarmi da casa, adesso la gratificazione è insegnar calcio, non cercare vittorie» . —





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