Bologna-Milan è il derby dei mister sulla graticola
MILANO. L'eliminazione dall'Europa League «deve essere una cicatrice e bisogna ricordare come è arrivata. Ma non ho dubbi sul gruppo». Rino Gattuso sa che assieme ai suoi giocatori giovedì ad Atene ha fatto «una figuraccia, scrivendo una pagina nera del Milan», ma difende la squadra, esortandola a rialzarsi stasera a Bologna nel posticipo (20,30). «Dobbiamo crescere ancora tanto, i giocatori, io con il mio staff. Le cicatrici rimarginano quando le curi bene: ora non dobbiamo pensare troppo ma giocare con qualità e sbagliare il meno possibile, perché è fondamentale quello che ci giochiamo nelle prossime quattro partite», ha sottolineato l'allenatore rossonero che ancora una volta ha sminuito il peso degli episodi arbitrali nel ko con l'Olympiacos, ma non ha digerito le critiche di chi ha parlato di vergogna. «Chi ruba deve vergognarsi - ha replicato -. Mi ha colpito vedere gente che piange in spogliatoio: vuol dire che è rimasto qualcosa dei valori di 10-15 anni fa».
Mentre un pò in tutta Europa i colleghi commentavano le avversarie del prossimo turno di Coppa, Gattuso a Milanello era impegnato ad attirare su di sé il focus delle critiche, come chi vuole alleggerire la pressione sulla squadra. Senza stupirsi delle voci che lo vogliono nuovamente in bilico, più o meno come il rivale, quel Filippo Inzaghi compagno di tanti successi. «Ci giochiamo entrambi tanto. Se non arrivano i risultati c'è il rischio di essere mandati via, fa parte del mestiere. Ma continuate a rompere le scatole a me, non ai giocatori: è giusto che un allenatore giovane dopo questa eliminazione, sia messo in discussione - il ragionamento di Gattuso - È la partita che ci deve far ripartire, dirà se sappiamo reagire». Torna a disposizione Romagnoli, da gestire con cura causa infortuni. —
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