Gazzetta di Reggio

Sport

rugby top 12 

«Il segreto del Valorugby? Nulla è lasciato al caso»

R.S.
«Il segreto del Valorugby? Nulla è lasciato al caso»

Il terza linea Alessandro Mordacci spiega così il momento di forma dei Diavoli «Se sabato battiamo il Mogliano festeggiamo al meglio il mio compleanno»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Compleanno in campo, festeggiamenti al “terzo tempo”. È un grande classico per ogni giocatore di rugby. Ma nel caso di Alessandro Mordacci, giovane e forte “terza linea” del Valorugby Emilia, i festeggiamenti sono posticipati di una settimana.

Già, perché dopo la vittoria di domenica in Coppa Italia contro Firenze, in casa Valorugby si è cominciato a pensare al campionato che sabato 22 dicembre propone il decimo turno del girone di andata con il match clou in programma proprio a Reggio tra i Diavoli e il Mogliano.

«Ho detto a tutti i miei compagni che il giro di birre del compleanno lo offro solo se battiamo il Mogliano – dichiara il neo 21enne – Ci aspetta una partita dura, in condizioni climatiche probabilmente difficili. Se il campo sarà pesante, avranno un ruolo determinante i pacchetti di mischia. Il Mogliano ne fa uno dei punti di forza, ma il nostro non è da meno. Sarà comunque un match da giocare al meglio della concentrazione per tutti gli ottanta minuti».

Mordacci, lei è al suo secondo anno a Reggio, ma è già diventato un punto di riferimento in campo.

«Con coach Manghi ci conosciamo da tanto tempo, lui fu il mio primo allenatore all’Amatori Parma quando ero poco più che un bambino. Rispetto allo scorso campionato, quest’anno abbiamo fatto diversi step in avanti. La società innanzitutto, con la nuova proprietà che ci stimola di continuo. E poi noi giocatori abbiamo acquisito una mentalità vincente che si è formata partita dopo partita. Per esempio, il match di Coppa di domenica scorsa contro il Firenze, secondo me l’anno scorso lo avremmo perso».

Si dice che tra i segreti di questo Valorugby sembra esserci anche la preparazione atletica. Lei che ne pensa?

«Sono sincero. Non mi sono mai sentito così bene in carriera come in questo momento. Nulla è lasciato al caso negli allenamenti e questo si trasmette anche a noi giocatori in partita».

Fuori dal campo, Mordacci continua con profitto gli studi di Scienze politiche, indirizzo internazionale all’Università di Parma.

«Due anni fa ho scelto Reggio anche per il progetto Valorugby che mi dà la possibilità di continuare a giocare mantenendo però vivo il mio percorso universitario. Ancora non ho deciso cosa farò dopo il rugby».

Il rugby in casa Mordacci è una passione di famiglia. Non è così?

«Ho cominciato a 4 anni seguendo le orme di mio fratello Luca e mia sorella Marta che già giocavano nell’Amatori. Fino alle medie ho portato avanti rugby e calcio. Ero un discreto terzino, ma alle superiori ho dovuto scegliere perché era impossibile conciliare lo studio con due sport. Da lì in poi il rugby è diventato parte della mia vita e quando sono stato selezionato per l’Accademia federale ho capito che poteva diventare più che una passione. Da lì ho fatto tutta la trafila delle nazionali juniores, e l’anno scorso venendo a Reggio ho firmato il mio primo contratto. Qui mi trovo benissimo. E se vinciamo sabato, sono certo che sarà un bellissimo Natale per tutti i tifosi del Valorugby». —

R.S.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google