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«Basta aggressioni agli arbitri Le società rischiano»

Nicolò Rinaldi
«Basta aggressioni agli arbitri Le società rischiano»

Il presidente dell’Aia reggiana Alessandro Ruini interviene dopo la maxi-squalifica del giocatore del Progetto Montagna

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In Terza Categoria, tiene ancora banco la vicenda di Cristian Peretti: il centrocampista del Progetto Montagna ha ricevuto una squalifica di ben due anni. I fatti si riferiscono alla partita casalinga di domenica scorsa, che i bismantovini hanno perso contro il Puianello. "Dopo essere stato espulso - si legge sul dispositivo - Peretti colpiva il direttore di gara con una manata provocandogli acuto dolore.

Terminato regolarmente il confronto, l'arbitro si è quindi recato all'Ospedale di Montecchio: lì gli è stata diagnosticata una contusione alla radice del naso, con 2 giorni di prognosi".

Il Progetto Montagna preferisce non commentare ufficialmente: nei prossimi giorni il sodalizio granata deciderà se presentare o meno un ricorso.

LA SOCIETÀ

«Innanzitutto, il comportamento della società è stato esemplare - spiega Alessandro Ruini, presidente dell'Associazione Arbitri di Reggio - I dirigenti del Progetto Montagna hanno sùbito chiamato in Federazione, per scusarsi e per prendere le distanze da quanto accaduto. D'altro canto - chiarisce ulteriormente Ruini - le regole sono regole: a prescindere dalla gravità del danno fisico, le squalifiche per chi alza le mani verso l'arbitro sono state molto inasprite da un anno a questa parte».

Poi ci sono le sanzioni pecuniarie: «Inoltre - rimarca il presidente Aia - viene prevista una responsabilità oggettiva da parte della società. Se il provvedimento supera le 8 giornate, il club di appartenenza del giocatore dovrà pagare il doppio delle imposte arbitrali fino al termine della stagione. La somma eccedente rispetto alle normali tasse non andrà all'Aia di Reggio, ma sarà dirottata su un fondo di solidarietà dell'Aia nazionale: una sorta di cassa comune, a cui gli arbitri possono attingere per spese legali, spese mediche o altre necessità che possono sopraggiungere durante il loro operato in campo». Progetto Montagna-Puianello è stata diretta da Alberto Carretti, che ora sta bene: alcuni si chiedono perchè lui si sia recato all'Ospedale di Montecchio, e non al più vicino Pronto Soccorso di Castelnovo Monti.

LE DIRETTIVE

«Carretti ha seguito le norme Aia - puntualizza Alessandro Ruini - Se non vi è pericolo di vita, l'arbitro deve andare al Pronto Soccorso più vicino alla sua abitazione: in questo caso, si trattava proprio di Montecchio. Una regola che conosco bene, perchè anche io ne ho avuto esperienza diretta. In Sicilia, e più esattamente a Castelvetrano, mi ero rotto il polso: tuttavia ho comunque preso l'aereo, per rientrare a casa e farmi curare a Reggio». —



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