Gazzetta di Reggio

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il figlio filippo gioca nell’adrense 

La strana domenica di Pietro Strada l’hombre gol granata al Bentegodi

Luigi Cocconcelli

La sua rete a Verona valse  la promozione in serie A «A Reggio sono legato, lì è iniziata la mia carriera di calciatore è brutto vedere la squadra in D» 

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L’ultima volta che ha messo piede a Reggio, al”Città del tricolore” è stata in occasione della presentazione dei granata for ever quando Morello radunò tanti ex protagonisti della Reggiana. E lui, Pietro Strada, protagonista lo è stato, al tirar delle somme il migliore in assoluto nella stagione della risalita in A, non tanto e non solo per il gol promozione in quel di Verona,che non fu l’unico, visto che con 8 centri risultò il cannoniere principe di quella Reggiana. Poi spiccò il volo per Parma,con un prezzo fissato a 3,5 milioni di euro rimane una degli incassi maggiori per la cessione di un calciatore nella storia granata. Domani è, meglio sarebbe, una ghiotta occasione per tornare al Città del Tricolore. Nell’Adrense gioca suo figlio, Filippo. Ma qua sta il rebus. Il ragazzo è infortunato, non si sa se sarà della partita.

«Sono- dice Strada- impegnato con il settore giovanile della Feralpi Salò (ne è il responsabile tecnico), Filippo viene da 2 anni di stop per un brutto infortunio al ginocchio, è sceso di categoria proprio per capire se e quale può essere il suo futuro nel calcio, mi sto organizzando, se lo convocano vengo di sicuro, altrimenti provo ugualmente, magari per salutare qualche vecchio amico».

Reggio e la Reggiana sono rimasti nel cuore di Strada.

«In pratica è stato il lancio per la mia carriera, quell’anno ho avuto tante soddisfazioni a livello sportivo, tecnico e di rapporti umani, ho conosciuto una persona squisita come Ancelotti e tante altre».

Ed a uno come Pietro Strada fa una certa impressione vedere la Reggiana in D.

«Ho seguito un poco gli sviluppi, fa male che una piazza del genere non lotti almeno per la B, come avvenuto nelle ultime 2 stagioni».

Dei granata di Antonioli cosa sa?

«Essendo la Reggio Audace stata inserita nel girone delle bresciane qualcosa si legge, si sente e poi lì è arrivato Staiti, ci sono 2 ragazzi, come Crema e Luche che sono cresciuti nel settore giovanile della Feralpi che conosco bene».

E dell’Adrense cosa ci può dire?

“Sul piano tecnico non tanto, mio figlio mi ha parlato di una squadra un poco fragile sotto l’aspetto emotivo, che è alla ricerca di una sua fisionomia, identità”.

Fragilità dovuta a cosa?

«Sostanzialmente alla mancanza di continuità, alterna buone prestazioni, ultimo il pareggio imposto al Modena e con un episodio discusso, la mancata concessione di un rigore che ci stava,a sconfitte immeritate e questo ti condiziona, deve trovare un suo equilibrio». —





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