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Sarà una Reyer Venezia inferocita quella che sfiderà la Grissin Bon

A.A.
Sarà una Reyer Venezia inferocita quella che sfiderà la Grissin Bon

I lagunari sbarcano domenica al Bigi dopo il doloroso ko interno con Trieste Voglia di riscatto a mille per la grande antagonista dell’Olimpia Milano

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REGGIO EMILIA. Talentuosa, lunghissima e pure molto arrabbiata. È una “bestia” molto pericolosa l’Umana Venezia che arriverà domenica a Reggio per l’ultima gara del 2018.

La seconda forza del campionato arriva da una sconfitta interna con Trieste, la stessa Alma che il 23 aveva espugnato il Bigi, ed ora ha una sola vittoria di vantaggio sulle inseguitrici al terzo posto.

dicembre in flessione

In questo dicembre la Reyer non ha brillato, con tre vittorie unite a tre cadute fra campionato e coppa, pagando gli sforzi e qualche infortunio pesante come quello di Tonut. In questo periodo, ma pure da inizio stagione, ha zoppicato soprattutto in casa, dove fatica a trovare ritmo offensivo, mentre in trasferta per ora ha un percorso netto, cinque gare e cinque sorrisi. Una dimostrazione di freddezza e cinismo che unita all’enorme qualità disponibile non lascia certo tranquilli in vista del duello domenicale, ma se c’è un momento in cui la Grissin Bon può provare l’impresa è questo. I veneziani hanno sofferto soprattutto a ritmi bassi, contro difese tignose che rompono la loro fluidità e trasformano il confronto in un duello di contatti e di gabbie tattiche. Reggio dovrà replicare l’approccio difensivo visto a Brindisi e Trento, controllando il ritmo e lottando su ogni pallone.

sparatoria

In una sparatoria in campo aperto, contro i realizzatori di coach De Raffaele, le possibilità di uscire indenni sarebbero invece pochine. Venezia è stata una delle grandi rivali biancorosse di questi anni, prima in A2 e poi nella parallela crescita nella massima serie, con apice nell’indimenticabile semifinale scudetto 2015, conclusa nella tiratissima gara 7 di Mestre vinta dai reggiani trascinati da Lavrinovic e Cinciarini. La Reyer si è sempre mantenuta ai piani alti, conquistando uno scudetto e diventando la principale rivale di Milano. E in questa stagione il discorso non cambia, gli orogranata sembrano l’unica in grado di provare a far soffrire l’AX.

macchina da punti

De Raffaele ha costruito una macchina con tantissimi punti nelle mani, esperta, fisica e - quando determinata - in grado di soffocare le avversarie con una notevole pressione.

La stella rimane Austin Daye, 210 cm di talento impressionante senza punti deboli offensivi. Non è costante e dietro spesso si riposa, ma in giornata sì non è gestibile. Sempre produttivi anche il centro Mitchell Watt e il play-guardia Haynes, due veterani d’Italia con atletismo e tecnica di livello. Mancherà invece il migliore di questa fase, Stefano Tonut, da quasi un mese fermo per un guaio alla caviglia. È tornato, efficace come sempre, Michael Bramos con il suo tiro, la sua difesa tignosa e la lucidità superiore. L’altro cardine è Julyan Stone, esterno atipico di oltre due metri, un tuttofare che non guarda mai il canestro ma si rende sempreutile.

Le rotazioni sono infinite.

Nelle ultime gare è tornato Deron Washington e con lui ci sono l’ex De Nicolao e altri italiani navigati come Giuri, Biligha, Mazzola e Cerella. Gente tosta che sa produrre anche in pochi minuti. E come settimo straniero, un lungo solido come Gaspar Vidmar.

Non sarà facile. —

A.A.

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