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Spalletti: «Inter, tocca resettare e vincere»

Sfida complicata per i nerazzurri dopo i fatti di San Siro: «Dura giocare in questo momento». Possibilità per Nainggolan

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MILANO. È una vigilia senza dubbio particolare quella che sta vivendo l'Inter. La sfida di oggi con l'Empoli sembra essere solo lo sfondo alle polemiche che sono seguite ai fatti della gara contro il Napoli. Una vicenda che ha toccato da vicino non solo la società, ma anche gli stessi giocatori nerazzurri, protagonisti di diversi messaggi di solidarietà a Koulibaly e contro il razzismo. Oggi però c'è una partita da giocare, una gara secondo Luciano Spalletti da vincere assolutamente ma che nasconde non poche insidie, proprio perché l'avvicinamento è stato complesso. «Gli ultimi episodi rimangono addosso ai ragazzi, c'è di mezzo anche una persona che ha perso la vita (la società in un comunicato si è detta «sgomenta» per la morte di Belardinelli, ndr). Giocare contro l'Empoli ora non sarà un compito facile. Bisognerà resettare tutto perché c'è bisogno assolutamente di vincere questa partita».

Assente Brozovic per squalifica, potrebbe rivedersi dal 1' Nainggolan: «Torna a disposizione. Valuterò bene, qualcosa cambierò dalla formazione iniziale», ha aggiunto. Il tema razzismo resta comunque centrale nelle parole e nei pensieri di Spalletti. «È giunto il momento di dire basta per tutto quello che succede negli stadi e per l'odio nel calcio - ha dichiarato in conferenza stampa -. I cori razzisti e di discriminazione, inneggiare a tragedie tipo Heysel o Superga, prendersela con allenatori o giocatori. La mia posizione è di condanna senza se e senza ma, la posizione dell'Inter è nell'atto costitutivo, noi siamo fratelli del mondo». Qualche distinguo, però, Spalletti lo vuole fare riguardo la partita. «Ci dispiace per Koulibaly, siamo al suo fianco e glielo abbiamo detto - ha proseguito -. Ma il risultato della partita non ha niente a che vedere con gli episodi, sarebbe una chiave di lettura inaccettabile. E bisogna anche stare attenti a non penalizzare tutti i tifosi che vengono allo stadio». Tuttavia l'idea del sindaco di Milano Sala riguardo la fascia di capitano ad Asamoah non sembra essere condivisa da Spalletti. «Non è perché siamo sotto i riflettori che bisogna fare qualcosa, bisogna farlo nel lungo termine - l'opinione del tecnico -. Non si cambia la situazione con un solo gesto ma con il continuo impegno». In attesa della decisione del club sull'eventuale ricorso contro la sanzione del giudice sportivo (due gare a porte chiuse e una terza partita senza la sola Curva Nord), Spalletti si dice pronto a fare quanto giusto per combattere il razzismo: «Il dispiacere è tanto, ma se significa impegnarsi per vincere questa battaglia lo accettiamo volentieri». —

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