Borghi e la sua “meglio gioventù” «Ma questa norma è sbagliata»
L’allenatore del Fabbrico, una delle formazioni che in Promozione ha schierato il maggior numero di Under nel girone d’andata
L’INTERVISTA / 1
Cristian Borghi è l’allenatore del Fabbrico, una delle squadre di Promozione si è distinta per l’ impiego di un alto numero di giocatori “under”.
Mister Borghi è orgoglioso di questo dato?
«Molto. Io non ho mai guardato la carta d’identità, qui a Fabbrico ci sono dei ragazzi validi e che hanno voglia di emergere».
E lei li schiera spesso anche insieme.
« Spesso ci troviamo a giocare con sette elementi tra 98’, 99’, 2000’ e 2001’. Io posso solo ringraziare questi ragazzi perché sono giovani e acerbi, ma sono cresciuti tanto rispetto all’inizio, ed è positivo nei confronti di tutto l’ambiente, anche perché spesso ci sono giocatori che giocano solo perché obbligati dal regolamento; se invece c’è un lavoro profondo dietro, allora quest’anno potrà servire moltissimo ai nostri giovani per la loro crescita ed il loro futuro».
Al netto della sua esperienza e del caso Fabbrico, la convince la norma? Quali benefici può avere secondo quella che è la sua esperienza di allenatore?
«No, questa norma non mi convince per niente. Anche perché ci sono squadre dal budget importante che possono andare a pescare talenti in uscita da squadre professionistiche, mentre le altre sono costrette a pescare dalla juniores i propri ragazzi, che inevitabilmente hanno bisogno di più tempo per adattarsi al campionato e al cambio di categoria. Se uno è capace - conclude Borghi - gioca a prescindere dal regolamento». —
N.V.
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