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«Una gara dura vissuta senza egoismi La vittoria è stata costruita dal gruppo»

Riccardo Bellelli
«Una gara dura vissuta senza egoismi La vittoria è stata costruita dal gruppo»

Il tecnico biancorosso Devis Cagnardi applaude i suoi ma avverte: «La strada è ancora lunga e c’è tanto da fare»

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Sospiro di sollievo per Devis Cagnardi che batte un po’ a sorpresa la seconda della classe e abbandona l’ultimo posto dopo una settimana di dure critiche da parte dei tifosi.

Il primo pensiero è per i suoi: «Faccio i complimenti ai miei giocatori perché era una partita molto difficile visto il momento che stiamo vivendo. Andava affrontata con coraggio e loro hanno gestito da professionisti la tensione».

Come ha visto Venezia?

«È una squadra molto forte, che non ha caso appena abbiamo iniziato a fare degli errori ci ha subito punito. Dopo un buon primo tempo, abbiamo subito 27 punti nel terzo quarto e quello è stato un crocevia. Una squadra solo volenterosa probabilmente sarebbe crollata, noi invece ci siamo aggrappati al lavoro che stiamo svolgendo e abbiamo reagito contenendoli a 13 punti nell’ultimo quarto, anche senza avere sempre gli americani in campo».

Si temeva la panchina lunga della Reyer invece la sua ha segnato oltre il doppio dei punti. È stata una delle chiavi della gara?

«Come dicevo, c’è stato un grande lavoro del gruppo e i giocatori non hanno pensato solo a giocare tanto o ai propri punti ma hanno fatto di volta in volta quello che era necessario, senza egoismi».

I lunghi Aguilar e Cervi hanno fatto grandi cose.

«Forse altri giocatori hanno brillato di più ma loro tatticamente son stati decisivi. Alla fine quando loro hanno abbassato il quintetto, tanti mi chiedevano di fare lo stesso ma volevo Cervi in campo per avere un vantaggio che poi in effetti mi ha dato. Aguilar non sta tirando benissimo ma è stato intelligente prendendo meno conclusioni e facendo da collante. Non dimenticherei Ortner per la solidità della sua gara nel primo tempo».

Perché la scelta di giocare tratti di gara senza play di ruolo?

«È una cosa già provata contro Bologna. Mi serve per creare certe situazioni in difesa e in attacco per forzare le difese a fare certe scelte».

Come ha vissuto le critiche dei tifosi?

«Il mio è un lavoro così, e poi in Italia c’è una mentalità sportiva molto bassa. Quando i risultati non vengono l’allenatore diventa subito il primo imputato. Questa vittoria però mi fa piacere soprattutto per i giocatori, lo staff e la società prima che per me. Quando si dice che non si legge e non si ascoltano le voci da fuori non è mai vero, ma ho avuto e abbiamo avuto la capacità di concentrarci sulle cose giuste e senza farsi distrarre dalle altre. Resta il fatto che la strada è ancora lunga, c’è molto da fare».

Come ha visto i progressi di Allen?

«È il giocatore che volevamo. Uno che abbia atletismo e attacchi il ferro. Nella prima gara non mi aspettavo nulla da lui, dopo soli 90’ di allenamento. A Bologna ha dimostrato di essere in crescita e si è confermato contro Venezia. Non è ancora al 100%, ma ha dimostrato di avere voglia e di aver trovato feeling col gruppo». —





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