Calcio Promozione, mister Bonini lascia il Luzzara per stare vicino alla mamma
Il tecnico: «Scelta difficile, è la prima volta che sono costretto a dimettermi». La decisione maturata a fine anno, ora il club sta cercando un sostituto
REGGIO EMILIA. Il 2018 del calcio dilettantistico si è chiuso con le dimissioni di Lauro Bonini, che ha rinunciato al suo incarico di allenatore del Luzzara nel girone A di Promozione. Una scelta maturata alle soglie del Capodanno, ma per motivi esclusivamente famigliari dell’ex mister dei rossoblù.
«Abbiamo preso atto della decisione di mister Lauro Bonini - si legge nella nota diramata dalla dirigenza del Luzzara - costretto suo malgrado a lasciare l'incarico da allenatore per motivi di carattere strettamente personali che nulla hanno a che fare con il calcio. Nel rispetto di questa difficile scelta, cogliamo l’occasione per ringraziare Lauro Bonini del lavoro svolto in questi mesi di intensa e proficua collaborazione».
«Ci sto veramente male – ammette Lauro Bonini – nessuno può immaginare quanto. Ma mi conosco, tra venti giorni starò ancora peggio. Sono un passionale, se prendo un impegno mi ci butto con tutto me stesso. È la prima volta che mi dimetto, l'ho sempre ritenuto un gesto contro i miei principi. Ma questa è una circostanza particolare, senza stare tanto ad entrare nei dettagli. Negli ultimi anni avevo un po’ sistemato la situazione, ma ora mia mamma necessita che io le stia nuovamente vicino in un certo modo. Ho soppesato tutte le condizioni, anche l’aspetto logistico.
Fare l’allenatore significa assicurare una presenza assidua e continua, non come nel caso di un giocatore che qualche allenamento lo può anche saltare. Capisco di avere messo in difficoltà anche la dirigenza, ma in questo momento non sarei sereno e non riuscirei nemmeno a fare il bene del Luzzara. So che nel calcio si insinua spesso la cultura del sospetto, ma qui i motivi sono solamente miei personali.
Qualcuno potrebbe insinuare altre tesi, ma chi mi conosce sa che vivo il calcio come un'autentica passione. Però siamo nei dilettanti e non si tratta di un lavoro, quindi a volte la vita ti porta a mettere determinate scelte davanti alla propria voglia di fare calcio. In periodi un po’ migliori era proprio mia mamma a spronarmi per rientrare nel giro, ma in questo momento era l’unica scelta da fare.
Lascio un Luzzara dove abbiamo condiviso tutto, con l’ambiente siamo entrati fin da subito in sintonia. La posizione di classifica è tranquilla, con gli ultimi movimenti di mercato la squadra è più completa. Forse ora si potrebbe anche ambire a qualcosina in più, con il rischio però di ricadere nella trappola della discontinuità di rendimento. Ma come ho sempre ripetuto l'importante per fare bene sarà non allentare mai la presa e la tensione».
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