All star game, Gallinari si candida Beli e San Antonio tra luci e ombre
Danilo è rinato dopo gli infortuni e sta trascinando i Clippers ai playoff Meno brillanti gli Spurs. Petrucci sicuro: «Ai mondiali ci saranno»
il focus
Dopo il primo mese di stagione era l’unico in tutta l’Nba in grado di segnare almeno 20 punti di media pur a fronte di una presenza sul parquet inferiore ai 30 minuti a gara. Ora, condivide assieme a Steph Curry un altro “unicum” statistico: sono i soli giocatori nella lega a mettere insieme almeno 19 punti a partita tirando con percentuale da tre superiore al 45%. È ufficiale: Danilo Gallinari è rinato.
L’azzurro si è messo alle spalle i problemi fisici che lo avevano tormentato per tutta la scorsa stagione (solo 21 partite disputate), condizionata dai postumi anche psicologici dell’assurdo infortunio con la nazionale nel luglio 2017 che lo ha costretto a dare forfait agli Europei. Quella mano destra fratturata a causa del pugno rifilato a Kok nell’amichevole con l’Olanda adesso non fa più male al Gallo, ma solo agli avversari che devono incassare le sue triple. Danilo sta tenendo la migliore percentuale da tre in carriera: 46 %. E anche le altre voci statistiche sono le più alte da quando, dieci anni fa, è arrivato nell’Nba: 19.6 punti e 6,3 rimbalzi a partita. La percentuale dal campo, considerando anche i tiri da due, è salita a un clamoroso 55 %, quella ai liberi al 92%.
A questo punto, oltre a candidarsi per la gara del tiro da tre all’All star weekend (in programma a Charlotte), il Gallo può cullare il sogno di una convocazione addirittura per l’All star game, la sfida tra i migliori giocatori del pianeta, Est contro Ovest. Le chance sono minime, ma Danilo ci prova e ha lanciato la candidatura via social postando le istruzioni per votare on line e un appello ai suoi tanti follower. Intanto i Clippers sono in piena lotta per un posto nei playoff: «Abbiamo grande fiducia e la miglior panchina dell’Nba» spiega Danilo, a suo agio nel ruolo di leader offensivo della squadra di coach Doc Rivers che non ha mai nascosto di avere un debole per il talento e la versatilità dell’ex Olimpia Milano, difendendolo anche nei momenti più difficili.
Quanto a Marco Belinelli, il suo tanto desiderato ritorno a San Antonio sta riservando luci e ombre. Per gli Spurs è una stagione altalenante dopo l’addio di Kawhi Leonard. Il Beli sta viaggiando comunque a 10 punti di media con il 37% da tre, e in dicembre il suo rendimento è migliorato dopo un novembre sottotono.
Una stagione complessivamente positiva per i due azzurri in Nba, dunque, con l’auspicio che il trend possa proseguire anche con la nazionale. Il presidente della Fip Gianni Petrucci ha dichiarato di ritenere scontata la presenza in azzurro ai mondiali 2019 di Gallinari e Belinelli. Visti i recenti trascorsi, però, meglio incrociare le dita. —
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