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Doncic come Melania Il fenomeno sloveno conquista l’America

piero tallandini
Doncic come Melania Il fenomeno sloveno conquista l’America

A 19 anni sta battendo tutti i record nella stagione d’esordio Nel mirino l’eredità di LeBron. Una storia che parte dal Friuli

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piero tallandini

È il 21 aprile 2011 e l’Olimpia Lubiana vince il torneo internazionale Città di Pordenone. Mvp un dodicenne biondo, magrolino ma già piuttosto alto per la sua età, che in campo sembra un extraterrestre: in finale contro il Leoncino Mestre, partita finita 46-43, segna 41 punti, quasi quanto l’intera squadra avversaria. Passano 12 mesi e il bambino, nel frattempo cresciuto fino a superare i 180 centimetri, si presenta al torneo Under 13 di Roma dove trascina i lubianesi alla vittoria con una prestazione irreale da 54 punti, 11 rimbalzi e 10 assist in finale con il Basket Lazio. Nel sottobosco degli scout europei comincia a spargersi la voce: un talento del genere, a questa età, è roba mai vista prima.

Salto spaziotemporale di 6 anni: Dallas, 17 novembre 2018, palla a due all’American Airlines Center. I Mavericks affrontano gli strafavoriti Golden State Warriors campioni in carica. Il pronostico pare scontato, ma da poche settimane i texani possono contare su un giocatore che ormai ha raggiunto i 2 metri, anche se la faccia furba da ragazzino slavo e il ciuffo biondo non mentono: è sempre lui, Luka Doncic. E i Warriors ancora non lo sanno, ma stanno per fare la stessa fine di Basket Lazio e Leoncino Mestre. Dallas batte a sorpresa Golden State e lo sloveno è il migliore in campo: 24 punti, 9 rimbalzi, 4 assist, canestri nei momenti-chiave giocando indifferentemente da play, guardia, ala. Una dimostrazione di versatilità, intelligenza e maturità tecnica impensabili per un 19enne.

Con quella partita Doncic raggiunge i 292 punti totali in 15 gare: nessun under 20 aveva mai segnato tanto nella storia dell’Nba, neppure LeBron James o Kobe Bryant. Il primo record di precocità fatto segnare oltreoceano dopo quelli infranti nel vecchio continente. Il capolavoro agli Europei 2017, vinti dalla sua Slovenia, nei quarti di finale con la Lettonia: 27 punti e 9 rimbalzi, miglior gara di un under 20 nella storia del torneo (Arvidas Sabonis nel 1983 ne segnò 28 nella finale per il bronzo, ma aveva già 19 anni contro i 18 di Luka). Una partita che ha fatto dire all’analista Mike Schmitz di Espn, tv numero uno dello sport Usa: «Non c’è mai stato un prospetto Nba come Doncic».

Il 28 dicembre contro New Orleans fa registrare il nuovo massimo di punti in carriera (34) e mette a segno 7 triple: diventa così il più giovane giocatore nella storia a realizzare almeno 7 canestri da tre in una partita Nba. Tra i momenti clou di questi primi mesi da aspirante campionissimo ci sono poi il tiro miracoloso all’ultimo secondo cadendo fuori dal campo che regala il supplementare contro Portland, la tripla doppia sfiorata (mancava un rimbalzo) contro i Pelicans che lo avrebbe reso – tanto per cambiare – il più giovane nella storia ad andare in doppia cifra in tre voci statistiche, e soprattutto il derby contro Houston. Dallas è a -8 a tre minuti dalla fine e il teenager sloveno decide che è il momento di mettersi in proprio: quattro canestri di fila, confezionando da solo un parziale di 11-0 culminato con una tripla in step-back da almeno otto metri, dopo aver sfidato l’intera difesa schierata. In Usa gli analisti delle statistiche sono andati a controllare dopo quella partita la percentuale di tiro limitata ai momenti “clutch” di ogni gara, ovvero gli ultimi 5 minuti quando il divario di punteggio è non superiore ai 5 punti: insomma, i momenti decisivi, quelli dove esperienza e nervi d’acciaio dovrebbero fare la differenza. Il titolare della miglior percentuale “clutch” dell’intera Nba? Sì, proprio Doncic: 63,6 %. Può bastare?

A questo punto è inevitabile l’accostamento con il più grande campione di precocità, LeBron James, sbarcato nell’Nba a 19 anni non ancora compiuti. Nella stagione d’esordio 20 punti, 5,5 rimbalzi e 5,9 assist di media, giocando però 39 minuti a gara. Per Doncic finora 19,5 punti, 6.6 rimbalzi e 5 assist, ma in soli 32 minuti di media. Nei prossimi mesi i suoi numeri potrebbero crescere ulteriormente, soprattutto se coach Rick Carlisle e compagni troveranno il modo di concedergli più possessi e valorizzare il suo stupefacente potenziale creativo quando ha la palla in mano, superando quel residuo di diffidenza che ancora porta l’Nba a sottostimare i giovani di scuola europea.

Quanto alle prospettive per le prossime stagioni, in molti cominciano a considerarlo il candidato numero uno a raccogliere l’eredità di LeBron sul trono di miglior giocatore del mondo. Proprio lui, Luka, il biondino da Lubiana, conterranneo di quella Melanija Knavs, oggi Melania Trump, che la “sua” America l’ha già trovata da tempo fino a insediarsi alla Casa Bianca, professione firstlady. Da “King James” a Luka Doncic. Ormai non è più un’eresia. È solo questione di tempo. —



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