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SERIE A 

Pesaro fragile ma talentuosa proverà a rialzarsi nella sfida con la Grissin Bon

A.A.
Pesaro fragile ma talentuosa proverà a rialzarsi nella sfida con la Grissin Bon

Gli avversari di domenica dei biancorossi contano su grandi qualità offensive anche se ancora faticano a trovare coesione

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reggio emilia. IIn crisi di risultati, fragilissima ma piena di talento e fisicità. Arriva dal peggior periodo della propria stagione, la VL Pesaro prossima rivale biancorossa.

Dopo un novembre segnato da tre vittorie filate prima della sosta, a dicembre i marchigiani hanno sempre perso, cinque sconfitte consecutive comprese tre pesanti batoste che hanno preoccupato non poco dirigenza e tifosi. Il 26 dicembre sono stati spazzati via 114 a 73 a Sassari, il 30 in casa Varese li ha strapazzati con un secco 78 a 98.

L’ambiente non è al massimo, dal punto di vista tecnico preoccupa principalmente l’incapacità di mantenere fisicità e intensità difensiva: non a caso Pesaro è ultima per punti subiti, ben 91.2 presi per match, e terzultima nei rimbalzi concessi, con 38.5 carambole a gara. Testimonianza di un gruppo che ha doti offensive, e parecchie, ma fatica a trovare coesione.

La panchina corta non aiuta. Come sempre in questi anni la VL ha puntato su un quintetto straniero cui affidare gran parte delle responsabilità, con italiani di rincalzo - il reggiano Ancellotti e il play Monaldi i più affidabili - dalla panchina.

In corsa è arrivato il passaggio al 6 + 6, con l’innesto del 18enne russo Shaskov in prestito da Milano. Il ragazzo ha pagato lo scotto e diversi problemi fisici, ora la società sta valutando un altro intervento sul mercato per dare più rotazioni a coach Galli, confermato dopo la salvezza del 2018.

Pesaro è a quota 8 come la Grissin Bon, il confronto diretto è importante per entrambe le contendenti e i marchigiani arriveranno in città consapevoli del valore della posta in palio. Le qualità non mancano, nel quintetto iniziale, e almeno quattro elementi sono di sicuro interesse. Le stelle offensive sono l’ala forte McCree e la guardia Blackmon, primo e secondo fra i realizzatori della serie A; formalmente il primo rimane l’ex reggiano Ledo, ma ovviamente le sue cifre non aumenteranno più. McCree, mancino di grande agilità e mano educata, viaggia a 19.8 punti e 5.2 rimbalzi a gara, è bravo a subir falli e a finire in lunetta e sa far male dall’arco, dove tende a esagerare, e soprattutto in penetrazione. Ha tanto talento anche Blackmon, 23enne al debutto europeo che segna 19.6 punti. Buona stazza per il ruolo, fluido, palleggia bene, sa trovare sempre spazio per il tiro e dalla lunetta è una sentenza, primissimo in campionato con il 92.3%.

Il terzo perno è il centro lituano Mockevicius, primo rimbalzista del torneo una macchina da cifre con la sua doppia doppia di media da 12.9 punti e 11.4 rimbalzi. 208 cm per 108 kg, sa usare bene il corpo e la tecnica notevole, in attacco è un pericolo costante, in difesa anche lui ha spesso momenti di pausa. È una bella sorpresa il play Artis: massiccio, dinamico, porta a casa quasi 5 rimbalzi di media unito a 4.2 assist. Non un tiratore puro, sa usare bene il fisico e i piccoli reggiani, non particolarmente massicci, potrebbero soffrirlo.

Lo straniero sinora meno brillante è Lamond Murray Jr, figlio dell’ex giocatore Nba. Ala piccola atletica, non è particolarmente pericoloso davanti e viene usato principalmente come tuttofare di complemento.

E gli altri? Poco o nulla, a parte Monaldi, usato per mettere ordine, e qualche sprazzo di Ancellotti. —

A.A.

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