Gazzetta di Reggio

Sport

Calcio serie d 

Zamparo dà la linea alla Regia «Vietato sbagliare ancora»

Jacopo Della Porta
Zamparo dà la linea alla Regia «Vietato sbagliare ancora»

Il cannoniere resta a Reggio anche nei giorni liberi e la sua guida in città è Spanò  «La pressione della piazza è bella: quando fai bene la gente ti ferma per strada»

4 MINUTI DI LETTURA







«Dobbiamo provare a vincere il campionato e abbiamo le carte in regola per farlo. Nel girone di ritorno non abbiamo margini di errore». Chiaro, semplice, concreto come sanno essere i friuliani. Luca Zamparo questa filosofia l’ha dimostrata in campo nella prima parte di stagione, con 11 gol in 16 partite giocate e tanto lavoro al servizio della squadra.

L’attaccante di Latisana fa parte della pattuglia di giocatori che nel fine settimana non torna a casa, in provincia di Udine, ma resta a Reggio. «Mi piace, ci sono tante cose da fare». Probabilmente più che a Cuneo, città da cui è arrivato in estate, e forse meno che a Lignano Sabbiadoro, vicino a casa sua, «dove a giugno arrivano i tedeschi per la festa della Pentecoste e spaccano tutto».

A fargli da guida a Reggio ci pensa un “senatore”, che ha la sua stessa età, 24 anni. «Esco spesso con Spanò che è un veterano della città. Mi aiuta in tutto. Quando io e Ponsat usciamo con lui ci indirizza su dove andare: sceglie lui il ristorante, noi non abbiamo voce in capitolo».

Zamparo, domenica c’è il Crema, la squadra con la quale avete perso all’esordio.

«Squadra tosta, con giocatori importanti. Vengono da due vittorie di fila, sarà dura».

Ha segnato 11 dei 29 gol della squadra. L’attacco della Reggiana dipendente molto da lei. Le pesa?

«No. È una bella responsabilità ma mi gratifica. I gol però li stanno facendo tutti, anche difensori e centrocampisti e si sta sbloccando chi si doveva sbloccare».

Lei è una punta che non vive solo in area ma si muove molto.

«Non sono uno che sta fermo in area, se non tocco un pallone dopo un po’ non mi piace e lo vado a cercare, cerco di essere partecipe, fa parte delle mie caratteristiche».

A Modena e nelle tre gare dopo non ha segnato. Come ha vissuto questo mini-digiuno?

«Ho avuto poche occasioni per segnare ma sono rimasto tranquillo,sapevo che prima o poi il gol sarebbe arrivato. Due anni fa ho fatto 18 gol ma per due volte sono rimasto a secco per cinque giornate».

Nello spogliatoi tutto bene?

«Nessuna testa calda, remiamo tutti dalla stessa parte. I giovani seguono i vecchi i vecchi aiutano i giovani. Bel gruppo, nonostante alcune cose che sono state dette...».

Quali?

«Dopo Pavia si disse che avevo litigato con Boldrini per il rigore e che poi c’erano altri problemi. C’era stata una discussione, normale come accade in qualsiasi famiglia. Ma poi si è tutto risolto».

Nel girone d’andata quattro sconfitte. Un po’ tante.

«Tranne Pavia, dove abbiamo meritato di perdere, le altre potevano pareggiarle. Quando non si riesce a vincere devi essere bravo almeno a non perdere».

Questa è la sua migliore stagione?

«Al momento sì, soprattutto come piazza: sono in una città importante che vuole tornare in alto e questo è anche il nostro obiettivo».

Per venire qua è sceso di categoria.

«Nel derby a Modena c’era un pubblico che nemmeno in serie B si vede. Questa piazza è un’occasione per tanti».

Tanta passione ma anche tanti critiche appena arriva una sconfitta.

«Quando perdi ti criticano, alle volte in modo giusto altre meno. Ma la pressione è bella. Quando vinci sei gratificato, quando cammini per strada ti riconoscono, se fai il tuo lavoro bene vieni ripagato dagli apprezzamenti, che fanno piacere. Quando in estate sono stato contattato non ci ho pensato un attimo a scegliere, mi ha chiamato una persona che lavora per la Reggiana. Il direttore…».

Il direttore chi?

«Preferisco non dirlo».

Non sarà che più di una persona vuole ascriversi il merito di averla portata qui e non vuole deludere nessuno? Ci dica allora il suo gol preferito in stagione.

«Quello con il Lentigione è stato molto bello: assist di Ponsat e tiro da appena dentro l’area. Ma mi piacciono i gol come quello con l’Adrense, dove ho attaccato il palo. Mi piace quando freghi il difensore in area. Purtroppo però quella partita la abbiamo persa».

Modelli a cui si ispira?

«Mi piace, non dico che mi ispiro, a Harry Kane (del Tottenham, ndr) ma guardo tutti, anche in serie C e B. I movimenti sono gli stessi e si impara da tutti». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google