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IL COACH AVVERSARIO 

Marchigiani reduci da 5 k.o. La ricetta di Massimo Galli: «Ci serve più entusiasmo»

R.B.

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REGGIO EMILIA. Non c’è alcun dubbio: quella di stasera al PalaBigi è una partita importante per entrambe le squadre e Massimo Galli non verrà certo a Reggio Emilia solo per mangiare i tortelli.

La sua Pesaro è in una fase negativa dove la difesa fa acqua in modo preoccupante (eclatanti i 114 e 122 subiti da Sassari e Cremona) ma qui vuole provare a cambiare rotta e chiede ai suoi giocatori di ritrovare lo spirito giusto.

«Per vincere - dice - dobbiamo ritrovare quell’entusiasmo e quella spensieratezza che ci ha contraddistinto nel momento in cui siamo riusciti a vincere 3 gare a fila dopo un brutto inizio. Nel caso ci trovassimo in difficoltà durante la gara al Bigi vorrei vedere i miei ragazzi reagire anziché deprimersi».

Anche la difesa va assestata?

«Sì, purtroppo calando le percentuali in attacco ci siamo sfiduciati e anche la difesa ne ha risentito».

Che Pesaro arriva a Reggio?

«Non stiamo attraversando un periodo facile, 5 sconfitte consecutive non sono piacevoli. Paghiamo l’inesperienza di molti giocatori e l’età media piuttosto bassa della panchina. Dobbiamo ritrovare un po’ di entusiasmo».

Come vede la Grissin Bon?

«È una squadra molto diversa da un mese fa. Se il campionato iniziasse ora, Reggio col parco giocatori che si ritrova potrebbe puntare all’ottavo posto per andare ai playoff».

Nonostante il budget non certo a livello di Milano, ogni anno Pesaro riesce a scoprire stranieri che poi giocano ottime stagioni. Come fate?

«Il presidente Ario Costa e il ds Stefano Cioppi sono i principali artefici di questa qualità del club. La società fa un grande lavoro di ricerca visionando tanti giocatori, grazie ad uno scouting efficace, riusciamo a individuare quei giocatori che possono essere funzionali al nostro obiettivo. Il nostro è uno dei budget più bassi se non il più basso della Serie A, dobbiamo essere bravi nelle scelte».

A volte però oltre alle qualità tecniche, servono giocatori con qualità umane e la voglia di impegnarsi per il team.

«Qui si respira basket e forse grazie anche all’ambiente, riusciamo a trasmettere ai giocatori un senso di appartenenza. Del resto, sia noi sia loro sappiamo che Pesaro può essere un trampolino di lancio per la loro carriera e che l’anno seguente probabilmente se ne andranno in squadre di più alto livello dove strapperanno contratti importanti». —

R.B.

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