Piccoli, debutto con i fiocchi «Questo è un grande gruppo»
Il vice allenatore era in panchina al posto dello squalificato Antonioli: «La svolta? Il cambio di modulo a centrocampo»
Ivan Piccoli ieri ha avuto l’onore di guidare la squadra dalla panchina. Alle sue spalle, in tribuna, lo squalificato Mauro Antonioli, che ha vissuto la gara con la stessa intensità della panchina e si è dato da fare per far arrivare le sue indicazioni.
«Non solo i tifosi, anche noi abbiamo avuto problemi di cuore - sorride Piccoli al suo arrivo in sala stampa - perché abbiamo visto che ogni partita è una battaglia».
Come avevate preparato la “gabbia” per contenere Radrezza?
«Questa gara l’avevamo preparata con il massimo rispetto per l’avversario che poi sul campo si è dimostrato forte, ben preparato e con buoni calciatori. Eravamo consapevoli che Radrezza fosse il fulcro di tutta la manovra del Crema, infatti in alcuni frangenti siamo andati in difficoltà».
E siete corsi ai ripari.
«Assolutamente sì. Dopo venti minuti di gioco, quando ci siamo resi conto che la marcatura a “uomo” non stava portando i frutti sperati alla vigilia, siamo dovuti passare a un centrocampo a quattro che alla fine ha pagato. Tant’è vero che nel secondo tempo siamo riusciti a costruire molto più gioco».
Non è la prima volta che la Reggiana concede agli avversari quasi tutto il primo tempo. Vi siete dati una spiegazione?
«È vero che in alcuni casi siamo andati in difficoltà, ma soprattutto per meriti dei nostri avversari. Capita perché ci sono avversari che quando vengono a giocare al Città del Tricolore danno il 150%».
Quindi facciamo i complimenti alla Reggiana per non essere andata in “banana”?
«I ragazzi sono stati bravissimi e meravigliosi a reggere l’urto e a reagire nel modo giusto per portare a casa questi tre punti che erano fondamentali».
In alcuni momenti avete giocato palla lunga e pedalare. Era proprio necessario?
«Vorremmo tutti un gioco migliore, però abbiamo che squadre anche più attrezzate di noi fanno fatica. Ci dobbiamo adeguare alla categoria. A volte meglio un gioco poco pulito ma concreto».
Capitolo Spanò: cosa è successo?
«Prima della partita abbiamo parlato con il giocatore e ci aveva detto di avere buone sensazioni anche se non era in perfette condizioni. Tutti insieme si è deciso di provare, consapevoli che al primo segnale di fastidio avremmo provveduto a fare il cambio. Era tutto preparato a tavolino con la speranza che quel momento non arrivasse dopo nove minuti».
L’uscita di Spanò però qualche problema ve lo ha creato, vedi il gol preso su palla inattiva.
«Spanò, oltre ad essere il nostro capitano, è un giocatore difficile da sostituire».
La cosa più bella di questa partita?
«Lo spirito di gruppo. I ragazzi sono stati veramente meravigliosi, c’è una coesione che altri gruppi non hanno». —
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