Rivers: "La Grissin Bon sta crescendo"
La guardia è fra gli uomini della svolta del team: "Io leader? Mi piace farmi sentire"
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REGGIO EMILIA. Il ruolo di leadar lo vive a modo suo.
KC Rivers, l’uomo (meglio, fra gli uomini) della svolta della Grissin Bon non si dipinge come «un rompiscatole».
«Do consigli ai giovani – spiega la guardia 31enne dal curriculum importante - ma non mi piace impormi a tutti i costi. Sicuramente Pablo Aguilar, Pedro Llompart, Ben Ortner e io occupiamo questo ruolo all’interno della squadra perché abbiamo un’esperienza passata a livello di Eurolega ed Eurocup. Io non sono uno di quei veterani che vuole per forza rompere le scatole ai più giovani. Io voglio semplicemente far sentire la mia voce nel modo corretto. Quando intravedo potenziale nei ragazzi più giovani, a maggior ragione, cerco di parlare con loro e, in base a quella che è la mia esperienza, indicar loro quale è il modo di allenarsi e di competere a un certo livello. E loro mi ascoltano».
«La squadra - spiega - è un mix di giovani e veterani e la chiave è la fiducia. Ho visto progressi continui da quando sono arrivato, ma nelle prime partite che ho giocato, in generale, la squadra aveva bisogno di acquisire fiducia. È arrivata, anche grazie ai risultati. Abbiamo poi conquistato solo due vittorie di fila...niente di che, ma abbiamo compreso quale è la strada giusta da seguire e come muoverci per costruire qualcosa di importante».
Conferma in pieno la scelta reggiana, Rivers, quando è trascorso un mesetto dal suo sbarco in biancorosso e la porta per uscire dal club (opzione valida soltanto per un team d’Eurolega) non si aprirà che a febbraio.
«A livello fisico mi ci è voluto un po’ per ingranare - ammette - ma se confrontate le miei immagini attuali con quelle dell’anno scorso noterete che sono più magro e più asciutto, quindi ho un po’ più di energia. Per quel che riguarda la mia scelta, sono felice. È la soluzione migliore per me e per la squadra, quindi in questo momento sono molto contento della scelta che ho fatto».
Un mese è bastato per farsi un’idea degli obiettivi reali di questa Grissin Bon?
«Prima di tutto dobbiamo preoccuparci di ciò che abbiamo alle spalle e di mettere in salvo la categoria il prima possibile - dice con decisione -. Il nostro primo obiettivo deve essere evitare la retrocessione, ne dobbiamo essere tutti consapevoli. Secondariamente sarà una questione di fiducia: ho visto giocatori fare grandi miglioramenti in queste cinque partite, quindi se penso che mancano quattro mesi alla fine della stagione, la mia idea è che possano crescere ancora molto. Ma è prematuro fare qualsiasi calcolo o proclama che non sia la salvezza perché dobbiamo vedere partita dopo partita».
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