Russia e Wada sarebbero d’accordo per la consegna dei campioni doping
La delegazione arriva a Mosca per verificare la composizione degli esami effettuati negli anni dal 2011 al 2015 e depositati in laboratorio
MOSCA. Il governo di Mosca e l'Agenzia mondiale antidoping (Wada) avrebbero raggiunto un'intesa per quanto riguarda la consegna dei dati sui campioni di doping degli atleti russi. Il condizionale è d'obbligo, visti gli “stop and go” ripetuti degli ultimi mesi, ma il tempo d'altra parte inizia a stringere (anzi, per certi versi sarebbe già ampiamente scaduto, dato che il termine scadeva il 31 dicembre scorso).
«I dati erano pronti per essere consegnati alla Wada durante la precedente visita», ha detto ieri nel primo pomeriggio il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. «Alcune divergenze sono poi scoppiate riguardo ai dispositivi di archiviazione dati e così via».
«Direi - ha aggiunto Peskov - che questi problemi non erano sostanziali ma di natura logistica. Sono attualmente in corso intensi contatti a livello dei nostri dipartimenti sportivi e un'intesa è stata raggiunta con la Wada in merito ai lavori futuri», ha concluso il portavoce del governo russo, Peskov.
La precisazione giunge proprio nel giorno in cui la delegazione dell'agenzia anti-doping, guidata dall'esperto indipendente spagnolo Jose Antonio Pascual, si appresta a dare inizio all'ennesima visita. La sua missione è quella di accedere ai campioni degli atleti russi depositati presso il laboratorio anti-doping di Mosca (per il periodo 2011-2015).
Il futuro dello sport russo dipende dal giudizio positivo della delegazione poiché, in caso contrario, il paese rischia pesanti sanzioni non solamente a carattere economico e l'esclusione della Rusada - la sezione antidoping russa - dal codice internazionale. Lo scorso 17 dicembre Pascual e il suo team non poterono usare il loro equipaggiamento poiché non «certificato in Russia». Dunque la fumata nera. Ma ora, stando al Cremlino, le divergenze sono state appianate. —
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