Un mare di soldi per salvare la Reggio Audace. I reggiani devono raddoppiare il loro impegno
Reggio Emilia, l’accordo estivo con Romano doveva essere un punto di forza per la società: a causa delle divisioni costerà caro
REGGIO EMILIA. L’appuntamento dal notaio per mettere nero su bianco l’accordo tra i reggiani e Marco Arturo Romano è fissato per la prossima settimana. Il presidente della Reggio Audace Luca Quintavalli e gli altri soci che restano dovranno decidere come spartirsi tra di loro le quote dell’ingegnere. Romano cederà il 30% subito e il 10% entro l’anno. Tutti dovranno aumentare il peso della propria partecipazione, a partire da Olmedo, l’azienda del presidente Quintavalli. I reggiani nei giorni scorsi si sono trovati d’accordo sulla necessità di acquisire le quote di Romano e prima di andare dal notaio dovranno trovare l’intesa su come ripartirsele. Ne hanno discusso ma i dettagli sono ancora da definire. È ipotizzabile che Conad Centro Nord e Giuseppe Fico si avvicineranno al 20%, Perin, Carretti e Giaroni supereranno il 10% e Quintavalli farà uno sforzo superiore rispetto a questi ultimi tre. Eventuali altri partner non entreranno in questa fase ma saranno cercati entro la fine della stagione. Il coinvolgimento di nuovi soci sarà uno dei compiti dei prossimi mesi.
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PROGETTO TECNICO. Il progetto della Reggio Audace proseguirà secondo l’impostazione di inizio stagione, con Tito Corsi e Marco Lancetti che continueranno a essere i referenti dell’area tecnica. Naturalmente il direttore generale Rocco Russo ha campo libero per eseguire i compiti che gli sono stati assegnati fin dal principio da Quintavalli e i reggiani. L’ex direttore generale dello Spezia è anche uomo di calcio e dunque un suo ruolo di consulenza anche negli ambiti tecnici e di mercato è scontato (se non già in essere).
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PARADOSSO. L’uscita di scena di Romano comporta un esborso importante per i reggiani, oltre mezzo milione di euro, ai quali bisogna aggiungere i 240mila euro di sponsorizzazioni in capo all’ingegnere messi a bilancio ma non ancora versati.La vicenda è per certi versi paradossale e in molti in queste ore lo hanno fatto notare. L’azionista di maggioranza relativa è entrato in estate nella cordata di Luca Quintavalli per garantire 400mila euro necessari per arrivare a un capitale sociale di un milione di euro. Dopo sei mesi, nei quali le due parti non sono andate d’accordo, i reggiani spenderanno per liquidare Romano più dell’apporto che il vicepresidente avrebbe dovuto portare alla società.
Da un punto di vista economico non ha senso ma è anche vero che al momento la società rischia la paralisi per i veti incrociati in consiglio d’amministrazione. Di fatto i soci reggiani si dovranno fare carico di un secondo salvataggio dei colori granata, nel giro di pochissimo tempo.
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