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l’avversaria 

Cremona dall’attacco letale deve vendicare il ko con Venezia

A.A.

Dalla spiccata indole offensiva la formazione allenata dal ct Meo Sacchetti ha sempre saputo reagire alle battute d’arresto

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REGGIO EMILIA. Due mondi lontani destinati a scontrarsi. Hanno identità e cammini molto distanti, se non opposti, le prossime rivali Reggio e Cremona.

A partire dal modo in cui arrivano alla fine del girone d’andata.

La Grissin Bon ha vissuto mesi di sofferenza e di incostanza, l’attuale striscia di due vittorie è l’unica costruita in quattordici match. Ora è il momento di dare continuità.

La Vanoli, invece, dopo un buon precampionato è partita forte dal principio e ha sempre saputo reagire alle battute d’arresto. Due ko consecutivi sono arrivati a novembre contro la tostissima Varese e contro Milano, due sconfitte peraltro risicatissime, con 4 punti di scarto totale.

Anche la stabilità di organico, inevitabilmente, è diversa. Cremona ha aggiunto Stojanovic, dopo l’addio a Torino, e visto l’infortunio di Crawford per ora non ha avuto bisogno nemmeno di ruotare gli stranieri.

Reggio arriva da una rivoluzione, LLompart è l’unico superstite del gruppo originario di giocatori esteri.

Come normale con coach Sacchetti, Cremona è una squadra che vive di attacco. I lombardi hanno il terzo attacco del torneo con 88.2 di media e tanti elementi pericolosi: cinque giocatori sono in doppia cifra, Diener ne aggiunte 9 e Mathiang 8.4. Difficile battezzare qualcuno.

La nuova versione della Grissin Bon è invece una formazione difensiva. Da dicembre, al rientro della pausa per le Nazionali, in sei gare i biancorossi hanno concesso solo 73.3 punti a gare e in sole due occasioni, nelle sconfitte con Trieste e Bologna, le rivali hanno superato quota 80 punti. Un bel cambiamento rispetto alle sparatorie di inizio stagione.

Governare i ritmi sarà deciso, quindi. Se Cremona riuscirà a tenere l’acceleratore schiacciato, per Reggio sarà dura restare a contatto, oltretutto senza due elementi da rotazione come Llompart e De Vico.

Approcci diversi. Con Aguilar e Cervi, la Grissin Bon sotto canestro ha efficacia offensiva, stazza e presenza a rimbalzo. Con l’eccezione di Mathiang, Cremona non ha un lungo di ruolo, le ali Aldridge e Ricci sono state decisive per aprire il campo con il loro tiro in quintetti atipici. Chi riuscirà a rimporre la propria identità, avrà un bel vantaggio tecnico da sfruttare. —

A.A.

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