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Il patron 

Amadei elogia il suo Lentigione «Non ci siamo demoralizzati»

Mara Bianchini

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Della brillante prestazione esibita dal Lentigione nella sfida di cartello contro il Modena se ne parlerà ancora per qualche tempo. Andare al “Braglia” e rischiare di portare a casa i tre punti non sarà facile per nessuno tanto meno per squadre piccole come il Lentigione. «In realtà sono due domeniche che sfioriamo l’impresa – spiega il patron del Lentigione Alfredo Amadei – perché anche contro l’Adrense siamo andati in vantaggio ma poi abbiamo pareggiato. Di certo però sono due ottimi risultati perché ci danno la possibilità di dare continuità a quello che stiamo facendo».

Dopo un avvio un po’ claudicante questo Lentigione sta stupendo.

«Diciamo che dopo essere stati ultimi in classifica non si poteva che migliorare. Scherzi a parte il fatto di essere ultimi ci ha dato la grande possibilità di migliorarci e di credere nelle nostre forze. Questo ha fatto sì che questa squadra abbia poi esibito anche una bella prestazione davanti a più di seimila persone».

La società ha fatto inserimenti mirati e i nuovi arrivati si sono subito messi a disposizione nel migliore dei modi.

«È vero l’inserimento di nuovi giocatori in un gruppo non è mai automatico. I ragazzi sono stati bravi a dare spazio ai nuovi arrivati e questi ultimi sono stati bravi a a mettersi in gioco. Noi come società ci siamo confrontati con mister Salmi e il diesse Bia per inserire qualcuno che potesse avere le caratteristiche che stavamo cercando».

Anche una società che ha avuto pazienza e che lascia lavorare i suoi uomini.

«Nel calcio ho imparato che ci sono dei momenti in cui si raccoglie e dei momenti in cui ci si deve accontentare e Lentigione rispecchia molto tutto questo. La nostra specializzazione che arriva da anni di calcio è proprio quella di pazientare, di gestire i momenti critici ma anche quelli euforici e non far mai cadere i giocatori o chi gli sta accanto nella depressione perché sarebbe deleteria. Quando si è ultimi può nascere un po’ di sconforto ed è importante rimanere uniti e gestire le situazioni».

Lei era al “Braglia”?

«Si avevo detto che non ci sarei andato ma alla fine ho pensato al bene dei ragazzi dopo dieci anni sono tornato per vederli in campo. Il risultato è stato un pari con una gran bella prestazione».

Ora ospiterete l’altra prima, la Pergolettese.

«Bella squadra con ottimi giocatori ma quello che più mi preoccupa è la loro umiltà. In settimana seguirò i ragazzi come sempre perché a loro ci teniamo molto ed è giusto che lo sappiano». —



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