Mister Contini: «Entusiasmo e autostima così la mia Pergolettese vola»
Il tecnico in due mesi ha dato la svolta: «Ma non siamo favoriti». Domenica i lombardi saranno a Lentigione, poi il big match con la Reggiana
REGGIO EMILIA. Vuoi vedere che tra i due litiganti il terzo gode? Primo posto in solitaria in classifica, una striscia che parla di nove vittorie nelle ultime undici uscite, il fatto di dover ricevere a casa propria Reggio Audace e Modena, le uniche formazioni fin qui capaci di batterla, mettono la Pergolettese in pole position nella griglia per la vittoria finale.
Matteo Contini, che dal 11 novembre ha rilevato sulla panchina Ivan Del Prato esordendo con uno scoppiettante 6-2 sul Fanfulla, non ci sta e rigetta il ruolo di gran favorita. «La classifica ed il giocare in casa gli scontri diretti ci possono concedere un piccolo vantaggio, ma per me la promozione non si gioca tanto nei confronti diretti al vertice, quanto nelle altre partite, ci sono squadre che hanno speso molto più di noi che meritano grande rispetto, la spunterà chi avrà maggior continuità».
Se è per questo, il vostro ruolino di marcia parla da solo…
«Stiamo attraversando un momento magico, ma siamo consapevoli che non potrà sempre andare così, dobbiamo essere bravi a sfruttarlo adesso e poi ad assorbire contraccolpi quando le cose non dovessero girare benissimo, ho la fortuna, questo sì, di avere un gruppo eccezionale ed una società solida e sana alle spalle».
Il segreto, quali corde ha toccato al suo arrivo?
«Ho trovato una squadra ben allenata, i risultati non venivamo ed in giro si avvertiva una certa depressione, il morale era giù, in due mesi non è che uno possa pensare di stravolgere un granché sotto l’aspetto tattico, per cui ho lavorato prevalentemente sulla testa dei ragazzi, poi i risultati hanno aiutato ed aiutano a prendere consapevolezza nei propri mezzi, ti fanno prendere autostima ed entusiasmo».
Per uno strano scherzo del calendario la Pergolettese in sette giorni incontrerà le due squadre reggiane, può essere che il pensiero del match con la Reggiana vi distragga in vista della trasferta di Lentigione?
«Questo forse se lo augurano a Reggio, ma noi siamo focalizzati su un impegno alla volta, siamo concentrasti sulla trasferta di domenica che per noi sarà difficilissima».
Già, anche il Lentigione ultimamente è in crescita, è in serie positiva…
«Ho visto una sintesi del match del Braglia, il Lentigione è stato costruito con intelligenza ed un criterio logico, ha corsa, fisicità, là davanti individualità interessanti, sta giustamente, meritatamente facendo bene, poi mi dicono sia un poco in cerca di rivalsa perché convinto che la sconfitta dell’andata sia avvenuta più che per meriti o demeriti per alcuni episodi e decisioni arbitrali».
Sinceramente, teme più la Reggiana od il Modena?
«Il Modena l’ho affrontato, la Reggiana no, so che è costruita per vincere, è una grande squadra con enormi potenzialità per la categoria, non c’ero a Reggio ma se ha vinto 5-0 vuol dire qualcosa...».
In verità il punteggio di quel giorno fu bugiardo e non rispecchia i valori visti in campo, la partita fu ben più equilibrata, il risultato troppo severo per la Pergolettese…
«Può darsi, ma il tabellino rimane, così come i meriti della Reggiana, alla quale, comunque, comincerò a pensare da martedì prossimo ».
Per un ex calciatore del Parma è una sfida che assume un poco il tenore di un derby…
«Io la Reggiana non l’ho mai affrontata, perché quando ero a Parma lei militava in categorie inferiori, sono al corrente di una certa rivalità, ma più che altro l’ho percepita, non vissuta».
Vero che ad inizio anno ha preferito andare in vacanza a Santo Domingo lasciando la panchina al suo secondo?
«Non ero a Santo Domingo, comunque i fatti sono questi, io allenavo il settore giovanile ed alla società a suo tempo avevo fatto presente che avevo già assunto degli impegno, programmato di star via con la famiglia e anche qualora mi avessero confermato non ero disponibile a cavallo dell’Epifania».
L’assenza, comunque, non è stata avvertita.
«Avevo impostato il lavoro, sapevo e so di potermi fidare del mio staff, del mio secondo, del preparatore atletico, di quello dei portieri». —
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