Frosini: "Credo nelle potenzialità della Grissin Bon"
Il ds biancorosso stende il bilancio al termine del girone d'andata
REGGIO EMILIA. "Dieci punti sono pochi. Chiudiamo il girone d’andata in una zona di pericolo, ovvio che il mio bilancio non sia positivo». È una lunga e lucidissima analisi, quella del ds Alessandro Frosini che ripercorre la prima, tortuosa, parte della stagione. Ospite nella sede della Gazzetta di Reggio assieme al dg Filippo Barozzi, il direttore sportivo fa il punto, non risparmiandosi autocritiche ma pure portando in superficie malcelate speranze.
«Le idee del mercato estivo non ci hanno ripagato - ammette -. Avevamo scelto giocatori con un talento importante che però non ci davano solidità. La squadra esprimeva un gioco basato su un solista, Ledo. Nel momento in cui abbiamo perso Butterfield per infortunio e Griffin non ci dava solidità diffensiva, quello che aveva creato è venuto a mancare. Abbiamo così deciso di intervenire, tagliando Griffin e separandoci da Ledo»
Un cambiamento radicale.
«C’era necessità di invertire la rotta. Abbiamo fatto cambiamenti strutturali, ricercando giocatori che fossero vicini al modo di pensare di questa società e dei nostri tifosi. Avevamo bisogno di giocatori non spettacolari ma solidi, che sapessero giocare in un sistema. In estate avevamo voluto cambiare provando cose diverse rispetto al passato ma qualcosa non ha funzionato e in più ci sono stati gli infortuni...».
Avete così deciso di stravolgere la squadra. Come s’è mosso?
«Per noi un giocatore come Aguilar in estate sarebbe stato inarrivabile perché non potevamo offrirgli una coppa. Abbiamo inserito anche un elemento esperto come Ortner in sostituzione dell’infortunato Elonu. In seguito sono riusciti a mettere dentro Rivers, un elemento di altissimo livello per mentalità e caratteristiche tecniche. L’abbiamo preso in un momento particolare per lui, che era fermo da mesi, e con un contratto non garantito che gli consente un’uscita per un club d’Eurolega a febbraio».
Resterà?
«Non abbiamo mai parlato di una sua uscita».
Poi è arrivato Allen.
«Lo tenevo d’occhio perché sapevo che avrebbe potuto liberarsi. Quando ha concluso la sua esperienza con Brescia, in pochissime ore ci siamo mossi e in una notte abbiamo raggiunto con il suo procuratore italiano un accordo».
Non ha parlato del coach Cagnardi, confermato nonostante la bufera.
«Per quanto mi riguarda c’è sempre stata fiducia in lui. Devis è un esordiente e s’è dovuto scontrare con tante difficoltà. Ha grandi capacità. Ovvio che deve migliorare certi aspetti».
E adesso?
«Con una squadra diversa abbiamo iniziato un campionato completamente diverso. Nella trasferta di Natale a Bologna abbiamo fatto vedere buone cose, anche se poi abbiamo perso nel finale dopo tre grandi azioni di Punter».
Si è poi tornato a festeggiare in via Guasco.
«Le vittorie interne con Venezia e Pesaro sono state importantissime. L’ultima gara l’abbiamo persa a Cremona dove siamo scesi in campo in emergenza, senza Llompart e De Vico, e in più s’è fatto male anche Aguilar. Domenica andremo a Sassari in grosse difficoltà dovute agli infortuni, poi ci aspetta un trittico di partite in cui ci giocheremo tanto: Brescia in casa, Torino fuori e quindi Cantù ancora al Bigi. Queste tre partite faranno da spartiacque, dopo sapremo se dovremo soffrire fino all’ultimo o se potremo aspirare a qualcosa in più».
Dove pone l’asticella?
«L’obiettivo minimo è la salvezza. La classifica dice che c’è la speranza di ottenere qualcosa in più, infondo anche adesso siamo a quattro punti dalla zona playoff, ma tutto passerà dalle nostre mani. Vogliamo dare una svolta al girone di ritorno, mettere in cascina più punti possibile e lasciarci dietro quante più avversarie riusciremo».
Non sono mancate contestazioni nel periodo più buio della stagione. Ora sentite la piazza con voi?
«All’inizio della stagione ci era stata data fiducia, poi c’è stato un momento di disappunto ma nelle ultime gare sento vicini i nostri tifosi. Ci conoscono e conoscono la mentalità della Pallacanestro Reggiana che ci ha portato a sollevare trofei. Il nostro trademark è lavorare sui giovani ed è bello vedere che siamo primi per il minutaggio concesso agli italiani Under 25. Dà lustro alla società, sempre lungimirante, questo risultato. C’è fiducia in noi e io credo in questa nuova squadra e nel coach. Credo che i nostri ragazzi possano raggiungere la salvezza e finire bene il campionato».
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