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«Penalizzati dalla partenza in salita Gli arbitri? Non c’è mai malafede»

N.C.
«Penalizzati dalla partenza in salita Gli arbitri? Non c’è mai malafede»

Il coach Devis Cagnardi analizza il match perso contro Sassari e punta il dito in particolare sui primi due quarti di gioco 

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L’INTERVISTA

Spiega, Cagnardi, e la sua disamina è attenta e precisa. Nonché lunga. «È stata una partita difficile sotto tanti aspetti, non ultime le nostre defezioni, ma le partite si giocano con i giocatori che si hanno a disposizione e noi siamo venuti per giocare la nostra gara, a prescindere da quella che era la nostra situazione in infermeria. Del resto anche a Sassari mancavano giocatori importanti, seppur sopperite da nuovi arrivi»

Si ferma, sospira. «Siamo partiti in salita, nonostante fossimo presenti mentalmente e fisicamente nella gara. È chiaro che partire con 27 punti subiti nel primo quarto ci ha un po’ penalizzato e in generale nel primo tempo abbiamo concesso troppo, come rimbalzi offensivi o palle vaganti dove non siamo stati reattivi».

«Nel terzo quarto – aggiunge il coach – abbiamo espresso una energia differente, abbiamo cambiato qualcosa nel nostro sistema difensivo e siamo riusciti a imbrigliare i meccanismi di Sassari, riavvicinandoci nel punteggio ed esprimendo una discreta pallacanestro. I ragazzi hanno provato a buttare il cuore in campo andando anche oltre le nostre energie, poi nell’ultimo quarto non abbiamo iniziato con buone difese e la forbice si è un po’ allargata. Nonostante questo, i ragazzi non hanno mai mollato».

Cagnardi poi si sofferma su cosa è mancato nel momento in cui è stata completata la rimonta. «Lì c’è stata una concomitanza di fattori, abbiamo iniziato l’ultimo quarto con degli errori, quindi più demerito nostro nel primo giro di lancette, compreso un tiro forzato che ha aperto il contropiede, cosa sulla quale Sassari è molto brava a punirti. Poi ci sono anche mancate le energie fisiche, anche se in parte con quelle nervose siamo riusciti a sopperire. Alla fine la Dinamo ha avuto la lucidità e la capacità tecnica per allungare».

L’ultimo passaggio del coach è sugli arbitri. «Credo che questo sport sia difficile da arbitrare, io credo che durante la gara siano stati commessi errori da parte degli arbitri, ma sono certo che non sia fatto niente in malafede e sono convinto che stiano lavorando per migliorarsi». —

N.C.

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