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Grissin Bon troppo poco squadra per Brescia

Linda Pigozzi
Grissin Bon troppo poco squadra per Brescia

La Germani priva di Hamilton espugna il pala Bigi nel match salvezza contro l’abulica formazione biancorossa

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“San” Pablo Aguilar fa tanto, tantissimo, ma non fa il miracolo nel match salvezza contro Brescia.

Perché la Grissin Bon cede in casa a una Germani che sì ritrova Vitali, ma che si presenta senza Hamilton e con un Cunningham non al top. Ma è decisamente più squadra dell’abulica formazione biancorossa.

Reggio difetta in gioco, mai è continua in difesa ed evidenzia ancora vecchi e irrisolti problemi in regìa. Non bastasse nel finale di gara si vede pure un triste siparietto che vede protagonista KC Rivers, fumantino dopo un cambio, ed ennesimo americano dal gran potenziale che sotto la guida di Cagnardi non rende come potrebbe fare. E per fortuna che Torino, prossima avversaria, muore a Trieste e Pistoia le prende a Venezia, così che, almeno, Reggio non precipita di nuovo sul fondo.

Al via con Brescia si vede in campo Aguilar al rientro dopo l’infortunio a un piede e che sfodererà una partita strepitosa sui due lati del campo.

Rientrano dopo aver patito guai fisici di diversa natura, anche De Vico e Llompart, cui mancano gambe e disgraziatamente anche fosforo.

La gara parte in equilibrio e si lotta punto a punto fino al 7’ quando “San” Pablo Aguilar, occulto regista biancorosso, alza subito la voce con la tripla del 27-19. Di squadra, Brescia però risale, aiutata dalle debolezze difensive reggiane, e vola sul 29-33 al 12’.

Rivers è un pianto ma qui, se non altro, produce il canestro che ferma la fuga ospite. Ma Brescia è sempre sul pezzo, aggressiva come non mai. Così che la Grissin Bon si trova a soffrire e inseguire. A sostenerla è sempre Aguilar. Sua la bomba del -3 (36-39 al 16’). E ancora, dopo il 2/2 di Ortner e il gol di Moss, è ancora suo l’appoggio del -1 (40-41, 3’ più tardi). Reggio regala l’illusione di essersi ripresa. Lo conferma Candi che infila il tiro del nuovo vantaggio (42-41). Brescia riprende a viaggiare ad alto ritmo, facendo tremare il canestro di casa con la schiacciata di Beverly che, all’intervallo, fissa il punteggio sul 44-46.

Aguilar giganteggia sui due lati del campo e consente ai suoi di rimettere in equilibrio la gara. A spingere avanti la Grissin Bon avanti è però Candi (51-50, al 24’). Fuori Aguilar dopo il terzo fallo, a Reggio viene a mancare la mente. E si vede. Per fortuna però che i vantaggi che si prende Brescia restano minimi. Esce un negativo Rivers e coach Diana si gioca anche la carta della zona 2-3 per continuare a tenere la testa della gara. La Germani merita il vantaggio facendo circolare meglio la palla e tocca, al terzo gong, il +8 (58-66).

De Vico ci mette una parziale pezza dall’arco e il quarto conclusivo si apre con rinnovate speranze. Che presto però si dissolvono. Brescia, pur senza far cose eccelse, continua a tenere in mano il pallino della gara. In panchina si registra un siparietto spiacevole con Rivers che, dopo un sacrosanto cambio, prima imbocca il tunnel, poi viene richiamato all’ordine e dopo non partecipa al time out di Cagnardi.

L’aria è pesante. Al 33’ Cunningham autografa il +9 per i suoi (63-72). E a tener viva la Grissin Bon è Aguilar che replica con un 5 a 0 (68-72 al 36’).

Gli arbitri pasticciano e il Bigi s’infiamma. Mancano poco più di 3’ quando De Vico fa un capolavoro: il suo gioco da tre punti vale il 72-74 e su di lui Moss spende il quinto fallo.

Un libero di Beverly e s’arriva al 37’ sul -3, quindi Allen impatta a 120” dal gong. L’americano spedisce però in lunetta Vitali e arriva il 75-77.

Ortner si fa stoppare come un novellino e poi Vitali infila una tripla che fa malissimo.

Con 1’17” sul 75-80, Cagnardi chiama time out e ne esce la bomba di Allen.

Un minuto da giocare. Clamorosa infrazione di passi di Beverly. Di là, non s’intendono (ed è un garbato eufemismo) Allen e Rivers. Fallo su Ortner con 27” sul -2 reggiano:1/2. Candi commette uno sciagurato quinto fallo su Vitali. Che dalla riga bianca è una sentenza. Poi, sull’orrido tiro forzato di Rivers, la panchina bresciana fa già scattare la festa. —





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