«Rivers spento? Forse c’è un virus che colpisce i nostri americani»
REGGIO EMILIA. «Sono molto arrabbiato: non vedo preoccupazione negli occhi dei giocatori, ed invece dovrebbe esserci. Cagnardi? Una valutazione è doverosa su tutto e tutti, è ovvio che il primo a finire nel mirino è sempre l’allenatore».
È cupo e diretto, il ds Alessandro Frosini, nel commentare il nuovo tonfo interno della Grissin Bon dopo una partita «in cui ci è mancato qualcosa a livello di voglia. È preoccupante, perché abbiamo cambiato tanto, ma questo problema rimane e non riusciamo a svoltare».
La squadra appare quasi abulica: «Non vedo facce preoccupate e non va bene, da qui alla fine dovremo giocare sempre alla morte. Io sono stato un giocatore, la macchia della retrocessione nessuno la vuole portare, i nostri giocatori devono iniziare a preoccuparsi». Inevitabile pensare alla guida tecnica: «Una riflessione è doverosa su ogni figura, abbiamo cambiato squadra anche per darne una più adatta a lui, ma la riflessione va fatta su tutto: solo che il primo a finire nel mirino è sempre il coach». E qualche Usa dallo sguardo spento, vedi Rivers: «È vero, forse quest’anno abbiamo un virus che colpisce gli stranieri», ammette sardonico. —
A.A.
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