Osuji e i cori razzisti «Ho fatto finta di nulla mi ha ferito di più la sconfitta in campo»
Il centrocampista granata è stato bersaglio di insulti «Ma quando sono in campo penso soltanto a giocare»
REGGIO EMILIA. Non è ancora stata smaltita la rabbia per la sconfitta nello scontro diretto contro la capolista Pergolettese. Così com’è stato deludente il risultato sul campo però lo è stato anche sentire levarsi dalla curva dei tifosi locali dei cori razzisti nei confronti del centrocampista granata Willy Osuji.
CORI E CERVELLO
«Se giochi a calcio devi aspettarti di tutto - ha affermato il centrocampista della Reggio Audace - non bisogna farsi demoralizzare e ognuno deve trovare dentro di sé la forza per andare avanti».
Il problema del razzismo negli stadi in Italia però continua ad essere presente in ogni categoria, dalla Serie A in giù: «Non è la prima volta che mi succede - ha continuato Osuji - era già successo quando giocavo in Serie B e nel mio primo anno in Serie C. Giocavo nel Varese ed eravamo a Pagani, dal pubblico continuavano a urlarmi di tornare al mio paese. Al che mi sono girato verso di loro e gli ho risposto “Allora ditemi dove mi trovo ora”. Hanno sorriso...». Il difficile è darsi una spiegazione di questi cori, visto che la stessa Pergolettese in campo aveva due ragazzi di colore, Bakayoko e Gullit. La ricetta di Osuji e quella di non ascoltarli: «Quello che dicono i tifosi non mi deve condizionare - ha sottolineato - è normale che diano fastidio, ma per come sono fatto io non mi toccano questi cori. Io sono chiamato a fare il mio lavoro e i cori razzisti o i “buu” li sento poco». Sul terreno di gioco la Reggio Audace è uscita sconfitta ed è questo, ancora più dei cori razzisti ricevuti, che Osuji non riesce ancora a digerire: «I nostri avversari nel primo tempo meritavano la vittoria - ha proseguito - nella ripresa speravamo nel pareggio, però loro sono stati bravi».
ERRORI PESANTI
«Io non sono affatto contento della mia prestazione - ha continuato - e per me è molto difficile commentare la partita. Dobbiamo imparare dai nostri errori e pur sapendo che non è rimasto molto tempo alla fine del campionato ci rimetteremo sotto».
La settimana che porta alla sfida contro il Fiorenzuola sarà lunga e pesante: «Domenica e lunedì sono stati giorni molto difficili anche una volta tornati a casa - ha confessato Osuji - la sconfitta è rimasta nella nostra testa ed eravamo tutti delusi perché era una scontro diretto. Voglio cancellare al più presto questa sconfitta». La moglie di Osuji però ormai ha imparato a conoscerlo, è lui stesso a rivelarlo: «Lei è abituata - afferma - quando perdo una partita a cui tengo molto com’era quella di domenica, sa che mi deve sopportare...». Ora comunque non c’è nemmeno troppo tempo per piangersi addosso o leccarsi le ferite: domenica arriva il Fiorenzuola. Il centrocampista granata ha le idee abbastanza chiare e anche se non si sbilancia in pronostici si capisce quale dovrà per forza essere l’unico risultato utile alla causa granata: «Una sconfitta come quella di domenica ti può insegnare tanto - ha concluso Osuji - e se si è duri mentalmente si reagisce subito. Io sono convinto che noi come squadra e staff tecnico lo siamo». Una premessa che è anche una promessa. Il fatto di avere - a detta di Osuji - le carte in regola per riprendere il cammino, fa dire al centrocampista che la corsa per il primo posto è ancora aperta.
«Per il primo posto - dice - credo che solitamente chi è costante e ha pazienza si toglie sempre le proprie soddisfazioni». Tradotto: bisogna soltanto avere pazienza e i conti si faranno alla fine. —
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