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«Dalla mia carrozzina insegno il basket a chi corre e salta sulle sue gambe»

Luigi Vinceti
«Dalla mia carrozzina insegno il basket a chi corre e salta sulle sue gambe»

Trentadue anni, 2 lauree e la passione per la palla a spicchi Luca Stefani: «Ai miei ragazzi dico di non mollare mai»

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SCANDIANO. Lui, Luca Stefani, 32 anni, da sempre si muove in carrozzina; loro, i suoi “ragazzi”, sono invece una squadra di giovani cestisti che corrono in assoluta libertà ma seguono attentamente le sue parole. Perché lui li guida e di pallacanestro ne sa un sacco. Non a caso è vice allenatore della A.s.d. Pallacanestro Scandiano 2012 che milita nella serie D regionale (girone A) ed è condotta da Alberto Baroni.

Il basket è una passione che lo assorbe ormai da oltre 10 anni e alla Gazzetta racconta come c’è approdato.

Come nasce il suo interesse per questo sport?

«Ho cominciato militando nella squadra in carrozzina del club presieduto da mio padre, Fortunato, perché è stato lui a suggerirmi questo impegno ed anche quando lui è uscito di scena io ho proseguito. Per conto dell’Associazione Sportiva Disabili ho giocato nel settore giovanile e, qualche volta, in alcune gare amichevoli, ho militato anche in prima squadra. Poi ho pensato alla regìa di un quintetto. Tutto ciò, ci tengo a precisarlo, mentre continuavo a studiare».

Una sottolineatura destinata ai ragazzi che allena e che invita a dedicarsi all’attività agonistica senza però dimenticare che la vita ha tanti aspetti. Come ha fatto lui che, malgrado l’handicap, non si è mai arreso. Si è infatti diplomato al Liceo Matilde di Canossa in Scienze Sociali poi ha collezionato, all’Università di Modena e Reggio, una prima laurea nel 2009 in Scienze della Amministrazione e, tre anni più tardi, in Economia e Diritto per le imprese e la pubblica amministrazione.

Il basket gli era però entrato così appieno nel sangue che ora non riesce a farne a meno e quindi affianca Alberto Baroni nella conduzione del team scandianese che si misura (ora è nono) in ambito regionale.

Si rende conto di essere un esempio?

«Non lo so, è però vero che insisto con i nostri ragazzi dicendo di non arrendersi, di lottare sempre. L’esito finale dipende spesso dalla determinazione e dalla continuità e questo credo di averlo ripetuto tante volte. Il risultato conta ma vale molto di più l’impegno che si è profuso. Lo sport è un divertimento che può aiutare a vivere meglio».

Nel suo curriculum figurano i corsi per allenare a Vicofertile e Salsomaggiore ed il titolo di allenatore di primo livello nella Federazione Italiana Pallacanestro in Carrozzina (può quindi operare in serie B e nel Campionato giovanile). Si è già impegnato come vice coach nella Sampolese, nella Virtus Casalgrande, alla Gazze di Canossa; ora è a Scandiano. Non cammina ma fa di tutto per non restare fermo. —

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