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Milena Bertolini da Correggio a Parigi «Pep e Ancelotti i miei modelli»

Massimo Sesena
Milena Bertolini da Correggio a Parigi «Pep e Ancelotti i miei modelli»

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Si ispira a Pep Guardiola e al conterraneo Carletto Ancelotti, sogna di trasformare la sua nazionale azzurra in una sorta di Barcellona e nel frattempo è pronta a guidarla nell’avventura del Mondiale, in programma tra giugno e luglio, a Parigi.

Tutto questo è Milena Bertolini da Correggio, l’unico trainer azzurro che in questo momento si sta preparando per i Mondiali . Il commissario tecnico della nazionale di calcio femminile si confessa alla Gazzetta dello Sport, fa le carte al girone eliminatorio che mette l’Italia assieme ad Australia, Brasile e Giamaica.

Tra giugno e luglio vedremo all’opera questa figlia della nostra terra, questo talento sbocciato quando davvero Reggio Emilia era la capitale del calcio femminile: basti pensare che gran parte dei nomi che hanno fatto la storia del calcio femminile negli anni 90 sono passati proprio da Reggio Emilia e in particolare dal Mirabello. Intanto però, nell’intervista alla “rosea”, Milena si mostra anche per altri aspetti. Quegli aspetti che - ad esempio, prima ancora che un tecnico e una ex giocatrice - hanno fatto di lei un amministratore pubblico prima come assessore comunale nel suo paese, a Correggio , quindi come consigliere provinciale e infine come presidente della Fondazione per lo Sport di Reggio Emilia. Un cursus honorum che traspare dall’approccio che la Bertolini ha di fronte ai problemi del movimento. Dopo aver fatto una radiografia alle squadre del girone, il Ct azzurro affronta il tema del confronto tra il calcio femminile italiano e quello del resto del mondo: a Giulio Saetta della Gazzetta dello Sport che le chiede cosa ci manca rispetto alle superpotenze, Milena risponde: «Il percorso di costruzione del talento. Negli anni ’90 eravamo tra i più forti d’Europa, poi investimenti e sviluppo si sono arenati, a differenza di altri paesi dove hanno messo i talenti nella condizione di esprimersi, con staff e impianti adeguati»

L’Italia e il calcio femminile insomma, sembrano tornate all’anno zero, o quasi. «Il movimento cresce - scrive Saetta - il pubblico meno» e per stimolare la risposta dell’allenatrice correggese cita un’altra vecchia conoscenza del calcio femminile reggiano, quella Carolina Morace che con la maglia della Reggiana femminile vinse scudetti e titoli di capocannoniere e che ora allena il Milan femminile. “L’allenatrice del Milan Carolina Morace - scrive Saetta- ha detto che la nazionale è poco pubblicizzata”.E la Bertolini replica: «Non si può pensare che in poco tempo, dal buio di prima, la nazionale femminile ora diventi famosa. Ma tutti dobbiamo fare uno sforzo in più». E il Ct indica anche la strada: «Coinvolgere i giovani è il segreto». Rispetto al pronostico per i prossimi mondiali, Milena non si sbilancia in alcun tipo di proclami : «Cerco di essere realista - dice alla Gazzetta dello Sport - sarà già difficile passare il girone, ci vorranno motivazione, preparazione e anche fortuna».Le motivazioni sembrano non mancare e la Bertolini se ne fa garante: «Le ragazze - dice - sono felici quando indossano la maglia azzurra». —





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