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Fiat, la fuoriserie sta viaggiando con il freno a mano sempre tirato

Adriano Arati
Fiat, la fuoriserie sta viaggiando con il freno a mano sempre tirato

L’ultimo posto in classifica non rende giustizia al roster dell’avversaria della Grissin Bon nello spareggio salvezza 

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Qualità annegata nel caos...Fa impressione vedere la rosa della Fiat Torino e, a fianco, una classifica deficitaria, con 8 punti e l’ultimo posto.

In maniera non dissimile dalla Grissin Bon, la squadra piemontese è rimasta coinvolta in mille crisi, sfociate in tagli, tensioni e in scarsissimi risultati sul campo.

I turbolenti addii del coach Brown e della guardia/ala Delfino sono gli episodi più noti, ma da ottobre Torino non ha mai trovato equilibrio e serenità, muovendo pedine a ripetizione sul mercato. E investendo parecchio: tutti i rinforzi sono elementi di grande qualità individuale. Pur senza coesione, con difficoltà a ritrovarsi nei momenti difficili, la rosa della Fiat è ricchissima di mani buone e di atleti superiori.

A Trieste, la Fiat ha perso al supplementare, in casa con la Grissin Bon sa di avere poche alternative al successo.

Molto dipenderà da come le stelle declineranno la pressione. Sinora piuttosto male, ma davvero non è possibile sottovalutare questo gruppo.

La nuova guida è senza dubbio Dallas Moore, playmaker arrivato in corsa dopo un’eccellente annata a Pesaro. Taglia ridotta, ha velocità, tecnica e si prende tante responsabilità. Ogni tanto va fuori dallo spartito, ma non è certo l’unico, e dal suo arrivo ha fornito comunque un riferimento chiaro.

Il più completo sarebbe Jamil Wilson, ala esplosiva, efficace dall’arco e potenzialmente ingestibile in area, in attacco come in difesa. All’andata ha ucciso Reggio con le sue triple, ma spesso ha fatto danni, giocando senza energia. È un enorme punto di domanda, in serata buona è in grado di vincerla da solo ed ha caratteristiche che lo rendono complesso da marcare per i lunghi reggiani. L’altra ala è Darrington Hobson, uno dei mille rinforzi. Mancino di leve lunghissime, è il collante della squadra, sa far tutto discretamente ed è una buona presenza a rimbalzo.

Avrebbe qualità atletiche superiori il centro James McAdoo, nipote d’arte del campione Nba con un ruolo minuscolo nei Warriors. In una stagione difficile dal punto di vista fisico, ha mostrato lampi di agilità e verticalità da piano di sopra, uniti però a limiti tecnici e a letture da rifinire. Alle sue spalle, un altro prospetto non da ridere, Jaiteh, fisico impressionante, mano educata ma ancora da rifinire.

La grande incognita è la guardia a cui affidarsi per i punti. Tony Carr è stato a lungo il realizzatore più affidabile dei piemontesi, ora col rientro di Teleke Cotton il quadro è mutato.

A Trieste, Carr è rimasto in tribuna e non l’ha presa bene, il braccio di ferro potrebbe protrarsi pure con Reggio. Carr è senza dubbio attaccante più pronto, con altezza e tiro, ma il dinamismo di Cotton è tutto tranne che da disprezzare. Rimane, in ogni ruolo, l’eterno dilemma dell’equilibrio e della compattezza. E Reggio dovrà essere brava ad ampliare le crepe presenti. —



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