Finito il periodaccio nero il regista Leo Candi si è scoperto bomber letale
REGGIO EMILIA. C’è un raggio di luce nel cupo gennaio biancorosso.
Leo Candi, il play bolognese che proprio dalla notte di Natale del suo derby personale con la Virtus ha saputo cambiare pelle uscendo da un tunnel cieco in cui era collassato nella prima difficile fase di stagione. Le cifre delle ultime sei uscite parlano chiaro: doppia cifra di media a referto, career high contro Pesaro (15), leader di giornata negli assist smazzati con Brescia (ben 9) e una pericolosità offensiva dalla distanza lunga che fino ad ora non aveva mai saputo garantire (addirittura 8/10 dall’arco).
Su di lui Frosini ha calato l’asso per costruire il progetto del futuro: contratto quinquiennale, buyout sonante per scucirlo alla F scudata e l’investitura, appena 20enne, in un ruolo tanto nevralgico quanto delicato come quello del playmaker. Il primo anno e mezzo, è inutile nasconderlo, si è rivelato tutto in salita. Non fare rimpiangere il ciclo d’oro degli italiani passati da via Guasco nel precedente lustro era un’eredità pesante da reggere sulle spalle di un tenero talento in erba dalle ottime prospettive ma ancora tutto da formarsi. Ne è uscita una prima stagione in chiaroscuro in cui ha saputo reagire alle difficoltà iniziali in cabina di regia esprimendo alla distanza le sue migliori doti nella metà campo difensiva, con l’highlight del clinic contro Kuric nella storica serie di Eurocup con San Pietroburgo. Questo doveva essere l’anno della consacrazione ma una crisi di fiducia tecnica ed emotiva lo ha inizialmente attanagliato fino a relegarlo ai margini delle rotazioni. Solo poche settimane fa la giovane promessa sembrava essersi smarrita e i dubbi sulla scommessa dell’entourage reggiano si stavano sempre più materializzando. Poi la svolta, che lo ha portato a guadagnarsi oltre 30’ di media sul parquet nelle ultime tre uscite.
Iniziano a staccarsi dunque i primi dividendi anche se i margini di miglioramento sono ancora evidenti, soprattutto nel garantire linearità di esecuzione, ritmo e letture per i compagni ed un quid di pericolosità offensiva, estro ed inventiva in più. Ma gli ingredienti ci sono tutti per fare diventare il suo raggio di luce sempre più luminoso. —
Luca Sanibondi
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