La Grissin Bon perde perché segna poco
Quando i biancorossi hanno portato a casa il risultato la media punti è stata di 88.3. Poi si è scesi a 71.8
REGGIO EMILIA. Punti, punti da trovare in ogni modo. In pochi mesi è cambiato l’intero quadro tecnico, per la sofferente Grissin Bon.
La versione iniziale, agganciata a Ledo, segnava allegramente ma aveva mostruosi buchi difensivi. Il nuovo assetto, quello nato dalla rivoluzione concretizzata fra novembre e dicembre, a partire dalla pausa delle Nazionali, ha decisamente mostrato maggior coesione difensiva ma ha faticato molto di più a mettere punti a referto.
NUMERI IMPIETOSI
I numeri in questo senso sono impietosi. Da dicembre a oggi, Reggio ha giocato 9 gare, con 3 vittorie e 6 sconfitte. Nei 3 successi, ha segnato 88.3 di media contro i soli 71.8 dei risultati negativi. È vero, le statistiche sono parzialmente drogate dal trionfo con Pesaro, con 108 punti, e da alcune gare perse in condizioni di emergenza, giocate obbligatoriamente a basso ritmo. Ma il divario rimane.
Quando la Grissin Bon trova discreto rischio offensivo può provare a portare a casa il match, diversamente anche la buona dedizione difensiva non risulta sufficiente.
Il percorso per certi versi era segnato, Rivers è l’unico che può sempre crearsi un tiro ma ha avuto ovviamente bisogno di tempo per trovare condizione atletica accettabile. E comunque, al pari del predecessore Ledo, ha mostrato la tendenza ad accontentarsi troppo spesso di tiri da 7 metri che non impensieriscono la difesa. Quando ha giocato con continuità nel pitturato, invece, ha creato per sé e per i compagni.
Dal suo arrivo Allen ha cercato di dare una mano in questo senso, ma pure il suo rendimento dipende spesso dalla mira perimetrale. Negli ultimi 3 ko filati, con Cremona, Sassari e Brescia, la coppia Allen-Rivers ha preso 49 tiri da tre mettendone a segno 17, e con queste percentuali Reggio è praticamente condannata.
Le uniche garanzie in attacco, in questa fase, sono i lunghi Aguilar-Cervi, ma nel basket contemporaneo è difficile vivere solo di gioco vicino al ferro. Lo si è visto anche con Brescia, sette giorni fa. Aguilar ha giocato benissimo prendendosi anche ottime soluzioni perimetrali, ma la rivale progressivamente si è adeguata e nell’ultimo quarto, con la difesa a pieni giri, i biancorossi hanno faticato a servire a dovere lo spagnolo, trovandosi poi a sperare nelle zingarate degli esterni.
CANDI E MUSSINI
La crescita di Candi e Mussini in questo senso fa ben sperare, e a Torino ci sarà bisogno di spremere punti.
La Fiat è tutto tranne che impenetrabile, ma mettersi a giocare allegri in campo aperto potrebbe essere fatale, contro Moore, Wilson e McAdoo. Anche perché pure i piemontesi, pur zeppi di talento, hanno mostrato lo stesso problema biancorosso, faticando a produrre offensivamente nelle partite tirate e combattute.
L’importanza della gara di domani è chiaro a tutti, chi soffierà più lontano i fantasmi probabilmente si ritroverà con la mira più serena in questo cruciale ballo salvezza. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
