Cavagna non ci sta: «Abbiamo giocato alla morte»
Il regista: «Ora siamo davvero soli, possiamo contare solo su noi stessi». Belfasti: «I fischi, mi spiace ma li capisco»
«I fischi del pubblico all’intervallo e alla fine della partita? Personalmente, credo che questo possa essere il momento più esaltante per una squadra: ci rendiamo conto che possiamo contare solo su noi stessi. Se vogliamo uscirne, dobbiamo farlo noi 25 e lo staff tecnico. Basta, siamo soli. Se vogliamo uscirne, lo faremo da uomini altrimenti crolleremo. Ma siamo uomini e ne usciremo». Il succo dell’intervista a Janis Cavagna è tutto in queste parole. La squadra è sola, assieme allo staff (e la società?), sostiene il mediano che nel resto delle sue dichiarazioni mantiene alto il tasso di ottimismo e guarda alla pareggio con il Fiorenzuola come un punto di partenza. «Abbiamo giocato alla morte – azzarda – e abbiamo dato subito il segnale che c’è stata una reazione rispetto alla partita della settimana scorsa. Tre occasioni nitide, poi sapevamo che il Fiorenzuola avrebbe giocato con undici giocatori dietro la linea della palla – sostiene Cavagna – e quindi eravamo pronti a ripartire in velocità. Col passaggio al 4-4-2 abbiamo faticato a trovare le distanze e quando abbiamo ripreso la partita fino al 96’ abbiamo provato a vincerla: a differenza di altre occasioni, che il pallone entrava con una deviazione, stavolta ha preso il palo».
Le mancanze della Reggiana in questo momento? Per Janis sono da ricercare nella testa dei giocatori: «Da qualche partita a questa parte ci manca la giusta serenità negli ultimi trenta metri – sentenzia – quella serenità nel decidere se serve un tocco in più o in meno per fare gol. Parliamo di niente, il calcio è fatto di episodi, purtroppo in questo periodo ci gira male. Perché ci fischiano? Reggio è una piazza che pretende e credo che se fossimo andati in vantaggio non avremmo sentito un fischio. È giusto che la gente esiga la vittoria quando fai fatica. L’obiettivo del primo posto non è sfumato, vinciamo il più possibile e poi tiriamo le somme».
Anche Belfasti crede che il carattere non sia mancato. «Il mister ci aveva chiesto di partire con un altro piglio rispetto alle ultime partite – dichiara il terzino – e credo si sia visto. Ma se in serie D non la sblocchi subito diventa difficilissimo. Il cambio di modulo? Belfasti la vede all’opposto di Cavagna: «Nessun problema, anzi abbiamo trovato meglio le giocate – spiega – tuttavia il Fiorenzuola, pur essendo un’ottima squadra, nel finale l’abbiamo messo sotto anche se ci gira tutto contro. Ci mancano dodici partite, cerchiamo di vincerle tutte nella speranza che le altre mollino (solleva il sopracciglio e stringe le labbra, come dire “sarà difficile”, ndc). I fischi? Sono amareggiato, ma li capisco». —
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